Oltre i patti di non concorrenza

Tito Boeri, Andrea Garnero, Lorenzo G. Luisetto

  • Pagine:   117-128
  • Prezzo:   7,00 
  • Fascicolo:   1/2024 Economia & lavoro
  • DOI:   10.7384/114171
In breve

Abstract: Ricerche recenti negli Stati Uniti, e più di recente in Italia, hanno concentrato l’attenzione sull’abuso dei patti di non concorrenza nei contratti di lavoro. Queste evidenze empiriche hanno alimentato nuove iniziative regolative negli Stati Uniti, a livello statale e federale. Tuttavia, i patti di non concorrenza non sono le uniche clausole contrattuali utilizzate dalle imprese, e ci sono altre clausole contrattuali, come gli accordi di riservatezza, gli accordi di non sollecitazione di clienti o business o ex colleghi, e gli accordi che prevedono il rimborso dei costi che l’impresa ha sostenuto per la formazione, che le imprese possono utilizzare o come strumenti restrittivi dei patti di non concorrenza, oppure per ridurre ulteriormente la mobilità occupazionale e le occupazioni alternative dei propri dipendenti. Il presente articolo fornisce prime evidenze empiriche su come le imprese utilizzano alcune clausole ulteriori in Italia: solleviamo il sospetto che in un certo numero di casi la loro portata sia troppo ampia, e pertanto meriterebbero maggiore attenzione.

Keywords: Monopsonio, concorrenza, frizioni nel mercato del lavoro, clausole contrattuali

Abstract: Ricerche recenti negli Stati Uniti, e più di recente in Italia, hanno concentrato l’attenzione sull’abuso dei patti di non concorrenza nei contratti di lavoro. Queste evidenze empiriche hanno alimentato nuove iniziative regolative negli Stati Uniti, a livello statale e federale. Tuttavia, i patti di non concorrenza non sono le uniche clausole contrattuali utilizzate dalle imprese, [...]