Vino, efebi e apostasia
Poesia di infamia e perdizione nella Persia medievale
A cura di Carlo Saccone- Edizione: Giugno 2011
- Ultima ristampa: 1a 2025
- Collana: Biblioteca Medievale Testi
- ISBN: 9788843060634
- Pagine: 328
- Prezzo:
30,00 €28,50 € - Rassegna stampa
In breve
Vino, efebi e apostasia sono un po' i tre pilastri, sotto il profilo tematico, della poetica persiana classica, che tipicamente predilige motivi "mal-famati" o bad-nâm, un termine dal trasparentissimo etimo indoeuropeo. Abilmente orchestrando questi elementi, Hâfez ha saputo produrre una poesia che si libra tra il Sensibile e il Sovrasensibile, tra il terreno e il celeste, qualcosa che incantò il vecchio Goethe, il quale rese omaggio a Hâfez nel suo West-Oestlicher Diwan e lo definì "il mio gemello orientale". Poeta edonista e cantore della vita libertina all'apparenza, le sue immagini sono traslucide di realtà soprannaturali: il vino può rimandare a mistiche ebbrezze, il bel coppiere può ricordare il Dio del Corano (LXXVI, 21) che versa il vino ai beati; e la condotta trasgressiva, il peccato ostentato in barba alla legge e ai dottori, può magari sottilmente rinviare a una ricerca di santità. Ma sopra ogni cosa colpisce il frammentarismo strutturale e irriducibile di questa poesia, le tante "sospensioni nel vuoto" che si producono nel passaggio da un verso all'altro, là dove l'autore sa spesso introdurre sorprese, novità repentine di tono, cambi imprevisti di giro d'immagini, alternanze inattese di pensieri, arguzie, argomenti, ironie.
Vino, efebi e apostasia sono un po' i tre pilastri, sotto il profilo tematico, della poetica persiana classica, che tipicamente predilige motivi "mal-famati" o bad-nâm, un termine dal trasparentissimo etimo indoeuropeo. Abilmente orchestrando questi elementi, Hâfez ha saputo produrre una poesia che si libra tra il Sensibile e il Sovrasensibile, tra il terreno e il celeste, qualcosa che incantò il vecchio Goethe, il quale [...]
Carlo Saccone
Insegna Letteratura persiana presso l’Università di Bologna e dirige attualmente la rivista "Quaderni di Studi Indo-Mediterranei". Oltre a numerose pubblicazioni di islamologia comparse in riviste di scienze religiose ("Studia Patavina", "Credere Oggi") e in volumi monografici, ha pubblicato il manuale I percorsi dell’Islam (EMP 2003, 2a ed.), una storia tematica della letteratura persiana in due volumi (vol. I: Viaggi e visioni di re, sufi, profeti, Luni 1999, poi Carocci; vol. II: Il maestro sufi e la bella cristiana, Carocci 2005); e tradotto alcuni classici persiani medievali, tra cui: ‘Attâr, Il verbo degli uccelli (Mondadori 1999, 2a ed.), Sanâ’i, Viaggio nel Regno del Ritorno (Pratiche 1993, poi Carocci), Nezâmi, Il libro della fortuna di Alessandro (BUR 1997), ‘Attâr, La rosa e l’usignuolo (Carocci 2003), Ahmad Ghazâli, Delle occasioni amorose (Carocci 2007), Hâfez, Il libro del coppiere (Carocci 2007, 2a rist.).
