Storia del teatro antico
Elena Adriani
- Edizione: Gennaio 2017
- Ultima ristampa: 4a 2022
- Collana: Aulamagna
- ISBN: 9788843083282
- Pagine: 192
- Prezzo:
12,00 €11,40 € - Prima pubblicazione: Studi Superiori, 2005 (5 ristampe)
- Rassegna stampa
In breve
L’invenzione del teatro e della drammaturgia costituisce una delle eredità irrinunciabili che l’Occidente moderno ha attinto dalle antiche civiltà dei greci e dei latini. Ad Atene, tra il VI e il IV secolo a.C. si assiste all’ascesa, allo splendore e al declino di una stagione fertile di autori e attori, in un tempo in cui il fenomeno teatrale si carica di inedite valenze sociali, politiche e rituali. È l’età d’oro del V secolo, quando nella figura del drammaturgo si riassumono le competenze del poeta, del musicista, del coreografo, dell’interprete e del metteur en scène. I tragediografi e i commediografi romani assimilano l’esperienza spettacolare attica e vi conferiscono l’impronta della propria creatività, nel contesto di un universo civico e religioso profondamente mutato rispetto a quello ateniese. La miglior fortuna della commedia si accompagna all’ampio seguito di cui godono, anche oltre il tramonto del teatro letterario, forme spettacolari autonome dal dominio della parola drammatica, come la farsa, il mimo, il pantomimo. Focalizzando l’interesse soprattutto sulle personalità e sui generi di maggior rilievo, il libro intende proporre un panorama esauriente della teatralità greca e romana, che presta attenzione sia all’aspetto drammaturgico sia al momento della messinscena.
L’invenzione del teatro e della drammaturgia costituisce una delle eredità irrinunciabili che l’Occidente moderno ha attinto dalle antiche civiltà dei greci e dei latini. Ad Atene, tra il VI e il IV secolo a.C. si assiste all’ascesa, allo splendore e al declino di una stagione fertile di autori e attori, in un tempo in cui il fenomeno teatrale si carica di inedite valenze sociali, politiche e rituali. È l’età d’oro del V secolo, quando nella figura [...]
Elena Adriani
Ha svolto attività didattica e di ricerca presso il Dipartimento di Discipline Linguistiche, Comunicative e dello Spettacolo dell’Università di Padova. Oltre ad un volume sul personaggio di Medea, esaminato nelle tragedie di Euripide e di Seneca e in alcune riscritture moderne, ha pubblicato scritti sulla figura di Clitemnestra come doppio del drammaturgo e sul valore simbolico del tappeto di porpora nell’Agamennone di Eschilo, sull’arte attorica di Adelaide Ristori, sul rapporto fra classico e moderno nel teatro di D’Annunzio, sulle forme della regia naturalista e su Stanislavskij, sulla fisionomia del “brillante” in Pirandello.
