Stalin e l’Europa

Stalin e l’Europa

La formazione dell'impero esterno sovietico (1941-1953)

Fabio Bettanin

  • Edizione:   Febbraio 2006
  • Ultima ristampa:   1a 2010
  • Collana:   Studi Storici Carocci
  • ISBN:   9788843037155
  • Pagine:   352
  • Prezzo:   26,50  25,18 
In breve

La formazione del blocco socialista in Europa orientale è stato uno degli avvenimenti centrali del xx secolo, i cui effetti durano ancor oggi. Grazie alla documentazione di recente emersa dagli archivi russi è possibile delineare il ruolo cruciale di Stalin, in positivo e negativo. Fu la sua abilità nel trattare da posizioni di forza, con realismo e duttilità, a consentire all’urss di consolidare le conquiste territoriali della guerra e di formare il suo impero esterno. Fu l’incapacità di liberarsi dei dogmi della cultura politica del bolscevismo a impedirgli di progettare per i paesi dell’Europa orientale un futuro che non ricalcasse l’esperienza sovietica. La storia di quegli anni è cronaca di sconfitte epocali di Stalin e dell’urss: la rottura con la Jugoslavia di Tito, il colpo di Stato in Cecoslovacchia e soprattutto la divisione della Germania furono infatti esiti non desiderati, legati all’incapacità sovietica di sostenere il confronto con i paesi occidentali e di affermare la propria egemonia sugli alleati. Sin dall’inizio nell’impero esterno sovietico si formarono così crepe destinate a non ricomporsi, e che a distanza di decenni ne determinarono il crollo.

La formazione del blocco socialista in Europa orientale è stato uno degli avvenimenti centrali del xx secolo, i cui effetti durano ancor oggi. Grazie alla documentazione di recente emersa dagli archivi russi è possibile delineare il ruolo cruciale di Stalin, in positivo e negativo. Fu la sua abilità nel trattare da posizioni di forza, con realismo e duttilità, a consentire all’urss di consolidare le conquiste territoriali della guerra e di formare il suo impero esterno. Fu l’incapacità di liberarsi dei dogmi della cultura politica del bolscevismo a impedirgli di progettare per i paesi dell’Europa orientale un futuro che non ricalcasse l’esperienza sovietica. La storia di quegli anni è cronaca di sconfitte epocali di Stalin e dell’urss: la rottura con la Jugoslavia di Tito, il colpo di Stato in Cecoslovacchia e soprattutto la divisione della Germania furono infatti esiti non desiderati, legati all’incapacità sovietica di sostenere il confronto con i paesi occidentali e di affermare la propria egemonia sugli alleati. Sin dall’inizio nell’impero esterno sovietico si formarono così crepe destinate a non ricomporsi, e che a distanza di decenni ne determinarono il crollo.

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Fabio Bettanin

È docente di Storia dell’Europa orientale all’Università
degli Studi di Napoli-L’Orientale. Ha pubblicato fra l’altro: La fabbrica
del mito. Storia e politica nell’urss staliniana (esi, Napoli 1996);
Il lungo terrore. Politica e repressioni in urss. 1917-1953 (Editori Riuniti,
Roma 1999); Dentro e fuori la ‘zona’. Società e terrore in urss,
in G. Corni, G. Hirschfeld (a cura di), L’umanità offesa. Stermini
e memoria nell’Europa del Novecento (Il Mulino, Bologna 2003);
Il paese senza riforme. Riflessioni sulla biografia di N. S. Chruscev,
in ‘Storica’, 28 (2004).