Poetiche del testo filosofico

Poetiche del testo filosofico

Hegel, Merleau-Ponty e il linguaggio letterario

Eleonora Caramelli

In breve

Dopo aver ripercorso le linee e i principali punti critici del dibattito contemporaneo su filosofia e letteratura, il volume si concentra sull’importanza dell’apprendistato della scrittura filosofica. Di contro al secolare pregiudizio per cui il linguaggio sarebbe solo il vestito dei concetti, parlare di poetica del testo filosofico significa insistere su ciò per cui il pensiero trova il banco di prova della sua persuasività, e quindi della sua discutibilità, proprio traducendosi nella lettera. È confrontandosi con la letteratura che la filosofia scopre qualcosa di profondo su sé stessa. Mettendo in questione il rapporto tra il pensiero e il linguaggio essa può, infatti, interrogarsi sul proprio potere unitamente al proprio limite, secondo una vocazione critica che funziona solo se congiunta all’esperienza dell’autocritica. Concentrandosi principalmente sul dialogo di Hegel e Merleau-Ponty con altri pensatori e sul loro confronto con le figure e lo stile della letteratura – tra cui spiccano l’Antigone di Sofocle e la Recherche di Marcel Proust insieme alle sollecitazioni di René Girard e Theodor W. Adorno –, la domanda cui si intende rispondere è: che cosa significa scrivere un libro di filosofia?

Dopo aver ripercorso le linee e i principali punti critici del dibattito contemporaneo su filosofia e letteratura, il volume si concentra sull’importanza dell’apprendistato della scrittura filosofica. Di contro al secolare pregiudizio per cui il linguaggio sarebbe solo il vestito dei concetti, parlare di poetica del testo filosofico significa insistere su ciò per cui il pensiero trova il banco di prova della sua persuasività, e quindi della sua discutibilità, proprio traducendosi nella lettera. È confrontandosi con la letteratura che la filosofia scopre qualcosa di profondo su sé stessa. Mettendo in questione il rapporto tra il pensiero e il linguaggio essa può, infatti, interrogarsi sul proprio potere unitamente al proprio limite, secondo una vocazione critica che funziona solo se congiunta all’esperienza dell’autocritica. Concentrandosi principalmente sul dialogo di Hegel e Merleau-Ponty con altri pensatori e sul loro confronto con le figure e lo stile della letteratura – tra cui spiccano l’Antigone di Sofocle e la Recherche di Marcel Proust insieme alle sollecitazioni di René Girard e Theodor W. Adorno –, la domanda cui si intende rispondere è: che cosa significa scrivere un libro di filosofia?

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Eleonora Caramelli

È professoressa associata di Estetica nel dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Autrice di tre monografie sul pensiero di Hegel (Eredità del sensibile, Il Mulino, 2015; Lo spirito del ritorno, Il Melangolo, 2016; Hegel et le signe d’Abraham, L’Harmattan, 2019), ha curato e tradotto opere di Käte Hamburger (2015), Emil Staiger (2020) e Arthur Schopenhauer (2022).