«Organizzare la democrazia»

«Organizzare la democrazia»

Il PCI di fronte alle istituzioni (1944-1991)

Valerio Marinelli

  • Edizione:   Luglio 2026
  • Collana:   Studi Storici Carocci
  • ISBN:   9788829036509
  • Pagine:   312
  • Prezzo:   34,00  32,30 
  • Rassegna stampa  
In breve

Il volume esamina il rapporto tra il PCI e le istituzioni nell’Italia repubblicana adottando in particolare tre prospettive di indagine: l’evoluzione teorico- politica del nesso democrazia-socialismo; le trasformazioni dell’atteggiamento dei comunisti italiani rispetto alle istituzioni nazionali e locali; la parabola del centralismo democratico come modello di “democrazia interna” e come ipotesi di prefigurazione dello Stato. Attraverso l’analisi del dibattito dei gruppi dirigenti e degli intellettuali di area, vengono ricostruite le interpretazioni della democrazia nella cultura politica del PCI: dalla democrazia progressiva alla “via italiana al socialismo”, dalla democrazia come «valore universale» fino all’approdo a una democrazia di tipo maggioritario. La relazione fra partito di massa e democrazia consensuale, il ruolo degli enti locali nell’incanalare i fermenti della “democrazia di base”, la funzione del centralismo democratico come principio di sintesi interna e come proiezione di un modello statuale costituirono per i comunisti italiani fattori fondamentali per il possibile sviluppo di una progettualità orientata a un profondo mutamento sociale. A seconda dei momenti storici e delle fasi politiche, tali elementi furono diversamente declinati e diversamente tra loro coniugati. La crisi di questo impianto maturò in parallelo al progressivo indebolimento dei partiti, ai cambiamenti delle forme della competizione elettorale e della rappresentanza democratica.

Il volume esamina il rapporto tra il PCI e le istituzioni nell’Italia repubblicana adottando in particolare tre prospettive di indagine: l’evoluzione teorico- politica del nesso democrazia-socialismo; le trasformazioni dell’atteggiamento dei comunisti italiani rispetto alle istituzioni nazionali e locali; la parabola del centralismo democratico come modello di “democrazia interna” e come ipotesi di prefigurazione dello Stato. Attraverso l’analisi del dibattito dei gruppi dirigenti e degli intellettuali di area, vengono ricostruite le interpretazioni della democrazia nella cultura politica del PCI: dalla democrazia progressiva alla “via italiana al socialismo”, dalla democrazia come «valore universale» fino all’approdo a una democrazia di tipo maggioritario. La relazione fra partito di massa e democrazia consensuale, il ruolo degli enti locali nell’incanalare i fermenti della “democrazia di base”, la funzione del centralismo democratico come principio di sintesi interna e come proiezione di un modello statuale costituirono per i comunisti italiani fattori fondamentali per il possibile sviluppo di una progettualità orientata a un profondo mutamento sociale. A seconda dei momenti storici e delle fasi politiche, tali elementi furono diversamente declinati e diversamente tra loro coniugati. La crisi di questo impianto maturò in parallelo al progressivo indebolimento dei partiti, ai cambiamenti delle forme della competizione elettorale e della rappresentanza democratica.

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Valerio Marinelli

Svolge attività di ricerca in Storia contemporanea all’Università degli Studi di Perugia. I suoi interessi riguardano principalmente le culture politiche del Novecento, i partiti e i movimenti, la memoria pubblica e le istituzioni locali e regionali.