
Produttività del lavoro in Italia e misure di sostegno nella contrattazione aziendale
Massimo Resce
- Pagine: 153-178
- Prezzo: 7,00 €
- Rivista: Economia & Lavoro
- Fascicolo: 3/2018 – Economia & Lavoro
- DOI: 10.7384/92367
In breve
Nell'ultimo ventennio la produttività del lavoro ha conosciuto una dinamica della crescita quasi piatta. Diverse autorità europee hanno cercato di sollecitare riforme del mercato del lavoro in Italia, tra queste anche un maggiore utilizzo della contrattazione a livello di impresa. La finalità è contenere la crescita dei salari e permettere una maggiore crescita della produttività. Non hanno tenuto conto, però, dell'andamento delle variabili reali. Dopo l'adozione dell'euro, infatti, la crescita dei salari reali è stata più bassa della crescita della produttività. Inoltre, l'attuale sistema italiano di contrattazione, basato su due livelli, permette di legare le componenti salariali alla produttività solo nella contrattazione decentrata. In questa direzione, recentemente, il governo italiano ha avviato misure di detassazione dei premi di produttività. Questa politica sembra, però, aumentare il dualismo territoriale Nord-Sud e generare altre forme di polarizzazione. Occorre inquadrare l'attuale sistema di incentivi nell'alveo di politiche integrate, non solo del lavoro ma delle più ampie politiche di sviluppo. Inoltre, risultano necessari nuovi approcci nella contrattazione e nelle relazioni industriali.
Nell'ultimo ventennio la produttività del lavoro ha conosciuto una dinamica della crescita quasi piatta. Diverse autorità europee hanno cercato di sollecitare riforme del mercato del lavoro in Italia, tra queste anche un maggiore utilizzo della contrattazione a livello di impresa. La finalità è contenere la crescita dei salari e permettere una maggiore crescita della produttività. Non hanno tenuto conto, [...]

Produttività del lavoro in Italia e misure di sostegno nella contrattazione aziendale
Massimo Resce
- Pagine: 153-178
- Prezzo: 7,00 €
- DOI: 10.7384/92367
In breve
In the last twenty years, labour productivity has experienced an almost flat growth trend. Different European authorities have tried to promote reforms of the Italian labour market, including an increase in the use of bargaining at firm level. The aim is to curb wage growth and to promote higher productivity growth. However, they did not take into consideration the changes in real variables. Indeed, after the adoption of the euro, real wage growth was lower than productivity growth. Furthermore, the current Italian two-level bargaining system allows for linking wage components to productivity only in decentralised bargaining. Therefore, the Italian government has launched tax relief measures in relation to productivity bonuses. This policy, however, seems to increase the North-South territorial divide and generate other forms of polarisation. The current incentive system needs to be integrated with not only labour policies but also economic development policies. Furthermore, new approaches in bargaining and in industrial relations are needed.
In the last twenty years, labour productivity has experienced an almost flat growth trend. Different European authorities have tried to promote reforms of the Italian labour market, including an increase in the use of bargaining at firm level. The aim is to curb wage growth and to promote higher productivity growth. However, they did not take into consideration [...]