Man’yōshū. Raccolta delle diecimila foglie

Man’yōshū. Raccolta delle diecimila foglie

Libri XVII-XVIII

A cura di Maria Chiara Migliore

In breve

Il volume presenta la prima traduzione italiana dei libri XVII e XVIII del Man’yōshū, la più antica antologia poetica giapponese. Questi due libri contengono il diario poetico di Ōtomo no Yakamochi (718?-785), il principale curatore dell’antologia, e le opere che vi sono raccolte, ordinate cronologicamente, sono datate dal 730 al 750, anni in cui egli fu governatore della lontana provincia di Etchū (attuale prefettura di Toyama). Unica fonte diretta della vita di un aristocratico del Giappone antico, essi svelano la personalità di un alto funzionario statale e devoto servitore del sovrano: in veste di governatore Yakamochi intratteneva i suoi ospiti in banchetti ufficiali e altre occasioni politiche in cui era immancabile praticare la composizione poetica, grazie alla quale è possibile intravvedere le dinamiche di potere fra centro e periferia. La gamma di sentimenti che riguardano la sfera privata viene espressa in tutte le sue sfaccettature: la nostalgia di casa, il dolore per la morte del fratello, lo sfinimento per una malattia improvvisa, le gioie e i piaceri, gli amori. Yakamochi trascorse inoltre molti momenti sereni insieme all’amico più caro, Ōtomo no Ikenushi: la loro corrispondenza costituisce anche il primo epistolario della letteratura giapponese.

Il volume presenta la prima traduzione italiana dei libri XVII e XVIII del Man’yōshū, la più antica antologia poetica giapponese. Questi due libri contengono il diario poetico di Ōtomo no Yakamochi (718?-785), il principale curatore dell’antologia, e le opere che vi sono raccolte, ordinate cronologicamente, sono datate dal 730 al 750, anni in cui egli fu governatore della lontana provincia di Etchū (attuale prefettura di Toyama). Unica fonte diretta della vita di un aristocratico del Giappone antico, essi svelano la personalità di un alto funzionario statale e devoto servitore del sovrano: in veste di governatore Yakamochi intratteneva i suoi ospiti in banchetti ufficiali e altre occasioni politiche in cui era immancabile praticare la composizione poetica, grazie alla quale è possibile intravvedere le dinamiche di potere fra centro e periferia. La gamma di sentimenti che riguardano la sfera privata viene espressa in tutte le sue sfaccettature: la nostalgia di casa, il dolore per la morte del fratello, lo sfinimento per una malattia improvvisa, le gioie e i piaceri, gli amori. Yakamochi trascorse inoltre molti momenti sereni insieme all’amico più caro, Ōtomo no Ikenushi: la loro corrispondenza costituisce anche il primo epistolario della letteratura giapponese.

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Maria Chiara Migliore

Insegna Lingua giapponese all’Università del Salento. Si occupa di filologia, legislazione e letteratura antica, letteratura classica, diaristica di viaggio e aneddotica

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