Luzi, Caproni, Zanzotto
Note di lettura
Antonio Prete- Edizione: Ottobre 2023
- Collana: Gli Albatri
- ISBN: 9788829013845
- Pagine: 112
- Prezzo:
13,00 €12,35 €
In breve
Tre poeti che hanno portato la lingua della poesia verso la sua sfida più difficile: dire il proprio tempo da una soglia di distanza rispetto a esso, rispondere al tragico di un’epoca con l’interrogazione costante del male, e questo attraverso il lavoro sulla forma del dire poetico. Mario Luzi ha unito la meditazione sul tempo – il fuggitivo, il ricordo, l’attesa – alla modulazione di un sentire che, mentre avverte l’angustia della finitudine e la spina della mancanza, accoglie la luce del visibile, del creaturale, e pone la necessità della poesia al centro del suo domandare. Giorgio Caproni ha espresso l’asprezza del vivere nella musica del verso, coniugando sapienza ironica e malinconia, levità delle forme e doloroso senso della privazione. Ha portato l’antica dolcezza dello Stilnovo nella dissonanza e nella disarmonia del proprio tempo: una metafisica della rima che è musica del pensiero. Andrea Zanzotto ha fatto della lingua il campo aperto di una ricerca che nel mostrarsi della bellezza scorge le ombre della lacerazione, nella luce del paesaggio la permanenza della ferita. In questo libro Antonio Prete raccoglie la storia del suo dialogo critico con i tre grandi poeti. Una critica che è racconto di una lettura. Un’interpretazione che è prossimità al respiro del verso.
Tre poeti che hanno portato la lingua della poesia verso la sua sfida più difficile: dire il proprio tempo da una soglia di distanza rispetto a esso, rispondere al tragico di un’epoca con l’interrogazione costante del male, e questo attraverso il lavoro sulla forma del dire poetico. Mario Luzi ha unito la meditazione sul tempo – il fuggitivo, il ricordo, l’attesa – alla modulazione di un sentire che, mentre avverte l’angustia della finitudine e la spina della mancanza, accoglie la luce del visibile, del creaturale, e pone la necessità della poesia al centro del suo domandare. Giorgio Caproni ha espresso l’asprezza del vivere nella musica del verso, coniugando sapienza ironica e malinconia, levità delle forme e doloroso senso della privazione. Ha portato l’antica dolcezza dello Stilnovo nella dissonanza e nella disarmonia del proprio tempo: una metafisica della rima che è musica del pensiero. Andrea Zanzotto ha fatto della lingua il campo aperto di una ricerca che nel mostrarsi della bellezza scorge le ombre della lacerazione, nella luce del paesaggio la permanenza della ferita. In questo libro Antonio Prete raccoglie la storia del suo dialogo critico con i tre grandi poeti. Una critica che è racconto di una lettura. Un’interpretazione che è prossimità al respiro del verso.
Antonio Prete
Ha insegnato Letterature comparate all’Università degli Studi di Siena e ha tenuto seminari e corsi in molte università straniere. Saggista, narratore e poeta, tra i suoi ultimi saggi ricordiamo: Il cielo nascosto. Grammatica dell’interiorità (Bollati, 2016), Carte d’amore (Bollati, 2022); tra le sue narrazioni: L’imperfezione della luna (Feltrinelli, 2000), L’ordine animale delle cose (Nottetempo, 2008); tra le sue poesie: Tutto è sempre ora (Einaudi, 2019). Suoi libri sono tradotti in diverse lingue.
