L’Italia dei comuni
Secoli XI-XIII
Elisa Occhipinti- Edizione: Febbraio 2000
- Ultima ristampa: 6a 2013
- Collana: Studi Superiori
- ISBN: 9788843018475
- Pagine: 152
- Prezzo:
19,90 €18,90 €
In breve
Il comune come luogo di sperimentazione istituzionale: è questo il filo conduttore del volume, che prende in esame l’esperienza dei comuni italiani lungo i secoli XI-XIII. La scelta di seguire un criterio cronologico, ricostruendo nella loro linea evolutiva le vicende sviluppatesi dall’affermazione della città vescovile nell’alto medioevo alla crisi delle città-stato tra Due e Trecento, mette in luce, nei passaggi che scandirono le diverse fasi della storia comunale italiana, la persistenza di un percorso istituzionale attraverso "prove" successive, che via via adattavano e ridisegnavano tipologie, uffici e pratiche di governo nel quadro di una società mobile e dinamica, contrassegnata da un notevole ricambio dei ceti dirigenti. In questo quadro particolare rilievo assume lo stretto rapporto tra città e territorio rurale, in quanto le campagne, dal punto di vista degli interessi cittadini, non solo svolsero il ruolo determinante di riserva annonaria, bacino di prelievo fiscale, cintura di sicurezza in ordine alla difesa militare, ma costituirono anche lo spazio entro cui in buona parte si definiva il gioco dei rapporti economici e politici, e dei conseguenti equilibri, all’interno dell’ lite cittadina dominante.
Il comune come luogo di sperimentazione istituzionale: è questo il filo conduttore del volume, che prende in esame l’esperienza dei comuni italiani lungo i secoli XI-XIII. La scelta di seguire un criterio cronologico, ricostruendo nella loro linea evolutiva le vicende sviluppatesi dall’affermazione della città vescovile nell’alto medioevo alla crisi delle città-stato tra Due e Trecento, mette in luce, nei passaggi che scandirono le diverse fasi della storia comunale italiana, la persistenza di un percorso istituzionale attraverso "prove" successive, che via via adattavano e ridisegnavano tipologie, uffici e pratiche di governo nel quadro di una società mobile e dinamica, contrassegnata da un notevole ricambio dei ceti dirigenti. In questo quadro particolare rilievo assume lo stretto rapporto tra città e territorio rurale, in quanto le campagne, dal punto di vista degli interessi cittadini, non solo svolsero il ruolo determinante di riserva annonaria, bacino di prelievo fiscale, cintura di sicurezza in ordine alla difesa militare, ma costituirono anche lo spazio entro cui in buona parte si definiva il gioco dei rapporti economici e politici, e dei conseguenti equilibri, all’interno dell’ lite cittadina dominante.
Elisa Occhipinti
Insegna Storia medievale all’Università degli Studi di Milano. Tra i suoi lavori: Il contado milanese nel secolo XIII (Bologna 1982) e Che cosa è il medioevo. Percorsi storiografici tra Quattro e Ottocento (Bologna 1994).
