L’industria orafa italiana

L’industria orafa italiana

Problemi e sfide competitive
A cura di Paolo Crestanello

  • Edizione:   Febbraio 2009
  • Collana:   Studi Economici e Sociali Carocci
  • ISBN:   9788843048243
  • Pagine:   176
  • Prezzo:   19,30  18,34 
In breve

L’Italia è leader mondiale nella produzione orafa. A partire dal 2000 le esportazioni italiane cominciano però a declinare, sempre più penalizzate dalla concorrenza di paesi produttori, come Cina, India, Thailandia e Turchia, che negli ultimi anni hanno sensibilmente migliorato la qualità dei loro prodotti. La sfida è però ancora aperta e può contare sul fatto che il design italiano è unanimemente considerato il migliore del mondo. Il libro approfondisce le ragioni della crisi della produzioneorafa italiana e in particolare analizza, avvalendosi di interviste dirette ad operatori della distribuzione internazionale, due importanti mercati di sbocco delle nostre esportazioni: Stati Uniti e Regno Unito.

L’Italia è leader mondiale nella produzione orafa. A partire dal 2000 le esportazioni italiane cominciano però a declinare, sempre più penalizzate dalla concorrenza di paesi produttori, come Cina, India, Thailandia e Turchia, che negli ultimi anni hanno sensibilmente migliorato la qualità dei loro prodotti. La sfida è però ancora aperta e può contare sul fatto che il design italiano è unanimemente considerato il migliore del mondo. Il libro approfondisce le ragioni della crisi della produzioneorafa italiana e in particolare analizza, avvalendosi di interviste dirette ad operatori della distribuzione internazionale, due importanti mercati di sbocco delle nostre esportazioni: Stati Uniti e Regno Unito.

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Paolo Crestanello

Si è laureato in Economia e Commercio a Modena e ha frequentato l’ISTAO – Istituto Adriano Olivetti di studi per la gestione dell’economia e delle aziende (Ancona).È autore di articoli e saggi sui sistemi di piccola impresa. Attualmente è docente di Economia e tecnica degli scambi internazionali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e lavora come ricercatore al CREI – Centro ricerche economiche industriali di Vicenza.