Le rinascite della tragedia
Origini classiche e tradizioni europee
A cura di Gianni Guastella- Edizione: Gennaio 2017
- Collana: Aulamagna
- ISBN: 9788843083329
- Pagine: 382
- Prezzo:
15,00 €14,25 € - Prima pubblicazione: Studi Superiori, 2006 (3 ristampe)
In breve
La forma teatrale della tragedia – inventata dai Greci e riproposta in varie modalità sulle scene romane – si esaurì e scomparve dalla cultura occidentale per un lungo periodo, compreso fra l’età tardo-antica e l’inizio dell’umanesimo. Durante il Medioevo la conoscenza tanto del genere letterario quanto delle sue forme di presentazione al pubblico si ridusse a poche notizie confuse, sulla base delle quali gli intellettuali interessati alla letteratura antica cercarono, in modi talvolta davvero curiosi, di costruirsi una propria idea della tragedia. A quest’idea le varie tradizioni nazionali diedero una nuova vita, quando la riscoperta dei modelli classici permise di osservare più da vicino i testi di un autore come Seneca, e poi quelli dei grandi capolavori attici, e via via si acquisirono nuove conoscenze sulla realtà del teatro antico. Ma la tragedia moderna si sviluppò in forme assai differenziate, all’interno dei vari ambiti “nazionali”. I saggi di questo volume si concentrano sulla varietà dei modi in cui la cultura moderna ha reinventato la tragedia classica. Le diverse declinazioni che questo genere ha conosciuto, fra l’antichità e il Cinquecento, vengono illustrate seguendo l’evoluzione e le fratture della sua storia in Grecia, a Roma, durante il Medioevo e nella prima produzione italiana, inglese, francese e spagnola.
La forma teatrale della tragedia – inventata dai Greci e riproposta in varie modalità sulle scene romane – si esaurì e scomparve dalla cultura occidentale per un lungo periodo, compreso fra l’età tardo-antica e l’inizio dell’umanesimo. Durante il Medioevo la conoscenza tanto del genere letterario quanto delle sue forme di presentazione al pubblico si ridusse a poche notizie confuse, sulla base delle quali gli intellettuali interessati alla letteratura antica cercarono, in modi talvolta davvero curiosi, di costruirsi una propria idea della tragedia. A quest’idea le varie tradizioni nazionali diedero una nuova vita, quando la riscoperta dei modelli classici permise di osservare più da vicino i testi di un autore come Seneca, e poi quelli dei grandi capolavori attici, e via via si acquisirono nuove conoscenze sulla realtà del teatro antico. Ma la tragedia moderna si sviluppò in forme assai differenziate, all’interno dei vari ambiti “nazionali”. I saggi di questo volume si concentrano sulla varietà dei modi in cui la cultura moderna ha reinventato la tragedia classica. Le diverse declinazioni che questo genere ha conosciuto, fra l’antichità e il Cinquecento, vengono illustrate seguendo l’evoluzione e le fratture della sua storia in Grecia, a Roma, durante il Medioevo e nella prima produzione italiana, inglese, francese e spagnola.
Gianni Guastella
Insegna Lingua e Letteratura latina al Dipartimento di Filologia e Critica dell’Università di Siena. Si occupa di teatro antico e di storia della tradizione classica.
