Le anime salve di Fabrizio De André
Una poetica dell’emarginazione
Jan Gaggetta- Edizione: Luglio 2026
- Collana: Lingue e Letterature Carocci
- ISBN: 9788829033133
- Pagine: 172
- Prezzo:
19,00 €18,05 € - Rassegna stampa
In breve
Anime salve, l’ultimo album di Fabrizio De André pubblicato nel 1996, raccoglie nove canzoni scritte insieme a Ivano Fossati, abitate da personaggi solitari che cercano – ciascuno a modo suo – una via verso la salvezza. Un inno dedicato alla solitudine, come lo definì lo stesso cantautore: non la solitudine come resa, ma come condizione di resistenza, spazio in cui rivendicare la propria identità contro un mondo tendenzialmente maggioritario che non sa riconoscersi nelle infinite minoranze. Il volume propone un’indagine approfondita di ogni brano ripercorrendo la vasta bibliografia critica sull’autore e analizzando materiali conservati nell’Archivio Fabrizio De André: i libri che il cantautore possedeva e annotava di suo pugno, le stesure preparatorie dei testi, alcune delle quali riprodotte qui per la prima volta. Seguendo queste tracce si può cogliere De André al lavoro, mentre sceglie una parola, ne cancella un’altra, trasforma un’intuizione in verso; è possibile ricostruire quel “viaggio immaginativo” che dalle letture più disparate lo conduceva, attraverso un lungo e paziente lavorio, alla sintesi dei versi.
Anime salve, l’ultimo album di Fabrizio De André pubblicato nel 1996, raccoglie nove canzoni scritte insieme a Ivano Fossati, abitate da personaggi solitari che cercano – ciascuno a modo suo – una via verso la salvezza. Un inno dedicato alla solitudine, come lo definì lo stesso cantautore: non la solitudine come resa, ma come condizione di resistenza, spazio in cui rivendicare la propria identità contro un mondo tendenzialmente maggioritario che non sa riconoscersi nelle infinite minoranze. Il volume propone un’indagine approfondita di ogni brano ripercorrendo la vasta bibliografia critica sull’autore e analizzando materiali conservati nell’Archivio Fabrizio De André: i libri che il cantautore possedeva e annotava di suo pugno, le stesure preparatorie dei testi, alcune delle quali riprodotte qui per la prima volta. Seguendo queste tracce si può cogliere De André al lavoro, mentre sceglie una parola, ne cancella un’altra, trasforma un’intuizione in verso; è possibile ricostruire quel “viaggio immaginativo” che dalle letture più disparate lo conduceva, attraverso un lungo e paziente lavorio, alla sintesi dei versi.
Jan Gaggetta
Dottore di ricerca in Italianistica all’Université de Fribourg, in cotutela con l’Università degli Studi di Siena, è ricercatore post-doc all’Università degli Studi di Verona. Si occupa di canzone d’autore e di poesia contemporanea.
