L’antichità «crudele»
Etruschi e Italici nella letteratura italiana del Novecento
Martina Piperno- Edizione: Maggio 2020
- Collana: Lingue e Letterature Carocci
- ISBN: 9788843098859
- Pagine: 164
- Prezzo:
19,00 €18,05 € - Rassegna stampa
In breve
Gli Etruschi e gli altri popoli dell’Italia antica hanno lasciato tracce più misteriose e più inquietanti dei Romani conquistatori. Mentre la cosiddetta “classicità” greca e romana ci parla attraverso numerose fonti, gli Etruschi e gli Italici risultano di sconcertante laconicità, in quanto le fonti della loro storia sono per lo più indirette e scritte in altre lingue. Questa antichità remota, «più misteriosa e crudele» (come la descrive Carlo Levi), ha stimolato per secoli l’immaginazione degli scrittori. Nella letteratura italiana del Novecento l’immagine dell’Italia antica e gli spazi della sua memoria (necropoli, siti archeologici, antiche città, rovine) diventano spesso strumento di articolazione dei temi della perdita, del lutto, della sparizione, dell’estinzione, ma anche di rinascita e persistenza. Studiando quattro casi di ricezione della storia dell’Italia antica nella letteratura italiana dalla fine dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento, il volume fornisce un esempio della profondità teorica e dell’ampiezza del raggio di interesse di quest’area ancora poco esplorata della sopravvivenza dell’antico, aprendo così nuove prospettive di ricerca.
Gli Etruschi e gli altri popoli dell’Italia antica hanno lasciato tracce più misteriose e più inquietanti dei Romani conquistatori. Mentre la cosiddetta “classicità” greca e romana ci parla attraverso numerose fonti, gli Etruschi e gli Italici risultano di sconcertante laconicità, in quanto le fonti della loro storia sono per lo più indirette e scritte in altre lingue. Questa antichità remota, «più misteriosa e crudele» (come la descrive Carlo Levi), ha stimolato per secoli l’immaginazione degli scrittori. Nella letteratura italiana del Novecento l’immagine dell’Italia antica e gli spazi della sua memoria (necropoli, siti archeologici, antiche città, rovine) diventano spesso strumento di articolazione dei temi della perdita, del lutto, della sparizione, dell’estinzione, ma anche di rinascita e persistenza. Studiando quattro casi di ricezione della storia dell’Italia antica nella letteratura italiana dalla fine dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento, il volume fornisce un esempio della profondità teorica e dell’ampiezza del raggio di interesse di quest’area ancora poco esplorata della sopravvivenza dell’antico, aprendo così nuove prospettive di ricerca.
Martina Piperno
Ph.D. in Italian Studies presso la University of Warwick (UK), poi Postdoctoral Fellow presso l’University College Cork (Irlanda), è ora fwo Senior Postdoctoral Research Fellow presso la ku Leuven (Belgio). Ha pubblicato saggi su Giacomo Leopardi, Giambattista Vico, Primo Levi, e il volume Rebuilding Post-Revolutionary Italy: Leopardi and Vico’s New Science (Oxford 2018), vincitore del premio Aldo and Jeanne Scaglione for Italian Studies 2019.
