Lacan e l’amore cortese

Manuela Allegretto

  • Edizione:   Maggio 2008
  • Ultima ristampa:   1a 2017
  • Collana:   Biblioteca Medievale Saggi
  • ISBN:   9788843045914
  • Pagine:   128
  • Prezzo:   12,20 € 11,59 €
  • Rassegna stampa  
In breve

Fra il XII e il XIII secolo i trovatori provenzali fondarono la moderna lirica volgare. Cantarono la guerra, la politica, la morale, la religione; ma l’oggetto fondamentale della loro poesia fu l’amore. L’amore "cortese" nei confronti di una dama d’alto rango, bella e irraggiungibile, ineluttabilmente separata dal suo adoratore; una dama oggetto di venerazione e meta di un viaggio interminabile, che è metafora dell’affinamento etico e spirituale del poeta. Jacques Lacan parlò dei trovatori e dell’amor cortese principalmente nel corso del suo Seminario sull’Etica della psicoanalisi (1959-60), apprestandosi a definire quel nucleo inconoscibile e indicibile che egli chiamò «centro del reale»; ritornò poi sull’argomento in successive occasioni. Questo saggio fornisce ai frequentatori della letteratura medievale un utile breviario delle interpretazioni lacaniane dell’amor cortese, e presenta a chi si interessi di psicoanalisi alcuni testi, soprattutto trobadorici, che sostanziano quelle interpretazioni. Il lettore colto vi troverà uno stimolante invito all’approfondimento tanto della poesia cortese quanto dell’insegnamento lacaniano.

Fra il XII e il XIII secolo i trovatori provenzali fondarono la moderna lirica volgare. Cantarono la guerra, la politica, la morale, la religione; ma l’oggetto fondamentale della loro poesia fu l’amore. L’amore "cortese" nei confronti di una dama d’alto rango, bella e irraggiungibile, ineluttabilmente separata dal suo adoratore; una dama oggetto di venerazione e meta di un viaggio interminabile, [...]

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Manuela Allegretto

Si occupa di letteratura medievale e psicoanalisi. Ha pubblicato alcuni
lavori di filologia romanza e un saggio sul trovatore Jaufre Rudel (Il luogo dell’amore,
Olschki, 1979).