
La lunga storia della scuola secondaria
Antonio Santoni Rugiu
- Edizione: Febbraio 2007
- Ultima ristampa: 1a 2013
- Collana: Frecce
- ISBN: 9788843040582
- Pagine: 232
- Prezzo:
19,50 €18,53 €
In breve
La storia della scuola secondaria – ponte fra la scuola elementare e l'università, e cioè fra l'infanzia e la gioventù – è particolarmente significativa, riflettendosi in essa le vicende di una società, della sua cultura, dei rapporti fra gli uomini e di questi con le istituzioni, della coscienza di sé della classe dirigente e del popolo, nonché l'evoluzione della scienza e delle sue applicazioni tecnologiche, della letteratura, della religione e degli altri campi in cui si esercitano il pensiero e l'attività dell'uomo. La sua evoluzione dai tempi lontani fino ad oggi è uno specchio degli ideali e della realtà relativi all'adolescenza e alla prima giovinezza, che sempre maggior peso sono andati acquistando nella vita pubblica e privata odierna. Così il passato remoto e recente della scuola secondaria ci racconta di ciò che nei secoli si è ritenuto migliore per la formazione delle nuove generazioni che andavano a scuola, dall'esigua minoranza di un tempo ai grandi numeri attuali. Il suo sviluppo è stato anche segnato dall'ingresso di nuove presenze e da recenti aspetti, come dal XIX secolo le donne, sempre più numerose fra i banchi e in cattedra, il professore laico subentrato all'ecclesiastico, nonché i nuovi mezzi di comunicazione didattica e il raccordo fra diritto allo studio e diritto al lavoro.
La storia della scuola secondaria – ponte fra la scuola elementare e l'università, e cioè fra l'infanzia e la gioventù – è particolarmente significativa, riflettendosi in essa le vicende di una società, della sua cultura, dei rapporti fra gli uomini e di questi con le istituzioni, della coscienza di sé della classe dirigente e del popolo, nonché l'evoluzione della scienza e delle sue applicazioni tecnologiche, della letteratura, della [...]
Antonio Santoni Rugiu
Già docente di Storia dell’educazione, è stato direttore dell’Istituto di Pedagogia e poi del Dipartimento di Storia dell’Università di Firenze.