La lingua poetica italiana

La lingua poetica italiana

Grammatica e testi

Luca Serianni

  • Edizione:   Marzo 2018
  • Ultima ristampa:   3a 2023
  • Collana:   Aulamagna
  • ISBN:   9788843091324
  • Pagine:   456
  • Prezzo:   16,00  15,20 
  • Prima pubblicazione:   Antologie, 2009 (3 ristampe)
  • Rassegna stampa  
In breve

La lingua poetica dell’italiano "classico" (dal Petrarca fino al secondo Ottocento) ha mantenuto una fisionomia specifica e un’eccezionale stabilità, tanto da configurare – come scriveva alla fine del Cinquecento Leonardo Salviati – «quasi un altro idioma diverso dalla prosa». Aggiornando e arricchendo un precedente lavoro del 2001, l’autore disegna un profilo linguistico particolareggiato, fondandosi su strumenti tradizionali (dizionari storici, trattati grammaticali e retorici) ed elettronici (cd di testi letterari), oltre che su ampi spogli personali. La parte teorica e descrittiva è integrata da un’ampia antologia che passa in rassegna, commentandole fittamente dal punto di vista linguistico, stilistico e metrico, trenta poesie dislocate dal XIII secolo (Giacomo da Lentini) al XIX (Carducci). Accanto ai poeti della grande tradizione letteraria è stato dato un certo spazio a forme marginali di versificazione, come la librettistica, la poesia estemporanea, la poesia per l’infanzia, la musica leggera. Anche in questi rivoli si coglie la grande compattezza grammaticale di un edificio linguistico eretto nel Trecento, consolidato nel Cinquecento e definitivamente sgretolatosi solo nel pieno Novecento.

La lingua poetica dell’italiano "classico" (dal Petrarca fino al secondo Ottocento) ha mantenuto una fisionomia specifica e un’eccezionale stabilità, tanto da configurare – come scriveva alla fine del Cinquecento Leonardo Salviati – «quasi un altro idioma diverso dalla prosa». Aggiornando e arricchendo un precedente lavoro del 2001, l’autore disegna un profilo linguistico particolareggiato, [...]

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Luca Serianni

Ha insegnato per oltre trent’anni Storia della lingua italia­na alla Sapienza Università di Roma; è stato vicepresidente della Società Dante Alighieri e accademico della Crusca e dei Lincei.

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