La città solidale
Per una storia dei servizi sociosanitari nell'area metropolitana torinese - Settimo 1955-1999
Silvio Bertotto- Edizione: Gennaio 1999
- Collana: Ricerche
- ISBN: 9788843013494
- Pagine: 216
- Prezzo:
21,20 €20,14 €
In breve
Situata nella prima cintura del capoluogo regionale, Settimo Torinese è uno dei centri più industrializzati del Piemonte. A partire dagli anni del boom economico il territorio settimese è stato oggetto di vaste e repentine trasformazioni industriali, urbanistiche e demografiche. Per effetto dei flussi migratori dal Veneto e dal Mezzogiorno d'Italia, Settimo balzò dai 15.000 abitanti del 1960 ai quasi 40.000 del 1970. Questo impetuoso sviluppo economico, in gran parte autonomo rispetto all'indotto FIAT e basato su una specializzazione che fa della città il principale distretto industriale italiano del settore della penna, ha costretto gli amministratori cittadini ad affrontare precocemente le conseguenze di una espansione così intensa e veloce che hanno condizionato la qualità della vita. Si scopre così che una comunità locale ha saputo elaborare qualificati progetti d'intervento i alcune delle più complesse e delicate situazioni del disagio urbano e sociale. Attraverso l'esame dei servizi sociali di cui la collettività si è dotata, questo saggio di microstoria offre molteplici spunti d'interesse in relazione ai "modelli locali di sviluppo", alle controtendenze rispetto ai fenomeni di disgregazione e di malessere urbano, ad un possibile superamento della frattura tra amministratori e amministrati, tra paese legale e paese reale.
Situata nella prima cintura del capoluogo regionale, Settimo Torinese è uno dei centri più industrializzati del Piemonte. A partire dagli anni del boom economico il territorio settimese è stato oggetto di vaste e repentine trasformazioni industriali, urbanistiche e demografiche. Per effetto dei flussi migratori dal Veneto e dal Mezzogiorno d'Italia, Settimo balzò dai 15.000 abitanti del 1960 ai quasi 40.000 del 1970. Questo impetuoso sviluppo economico, in gran parte autonomo rispetto all'indotto FIAT e basato su una specializzazione che fa della città il principale distretto industriale italiano del settore della penna, ha costretto gli amministratori cittadini ad affrontare precocemente le conseguenze di una espansione così intensa e veloce che hanno condizionato la qualità della vita. Si scopre così che una comunità locale ha saputo elaborare qualificati progetti d'intervento i alcune delle più complesse e delicate situazioni del disagio urbano e sociale. Attraverso l'esame dei servizi sociali di cui la collettività si è dotata, questo saggio di microstoria offre molteplici spunti d'interesse in relazione ai "modelli locali di sviluppo", alle controtendenze rispetto ai fenomeni di disgregazione e di malessere urbano, ad un possibile superamento della frattura tra amministratori e amministrati, tra paese legale e paese reale.
Silvio Bertotto
Si occupa di ricerche storiche con particolare riguardo al Piemonte e alla Valle d’Aosta. Fra i suoi studi più recenti: Settimo Torinese, una città in punta di penna (Settimo 1991); “Castrum Bergonis sive Trebea”. Spunti e appunti per un’indagine critica sulla storia di Casalborgone (Torino 1992); I campi e le ciminiere (Torino 1995); La memoria della Sindone in Valle d’Aosta (Aosta 1998).
