
Schiavo d’amore
Juan Rodriguez del PadronA cura di Carla De Nigris
- Edizione: Gennaio 1999
- Collana: Biblioteca Medievale Testi
- ISBN: 9788879841870
- Pagine: 154
- Prezzo:
14,10 €13,40 €
In breve
Con il Siervo libre de amor (1440 Ca.) Juan Rodriguez del Padròn, poeta alla corte di Giovanni II di Castiglia, protagonista di passioni, itinerari ed esili che proiettano sulla sua opera una certa aura trobadorica, introduce in Spagna il romanzo sentimentale. La narrazione, in forma autobiografica e con inserti lirici, se riprende i motivi topicì del grande canto cortese, è come dominata da una dolorosa contemplazione, dai vani tentativi di liberarsi dalla schiavitù amorosa, e culmina nell´apparizione, ambigua, allegorica e sinistra. di una nave nera, su cui compaiono alcune donne vestite a lutto. Nella vicenda principale è incastonata la Estoria de dos amadores - Ardanlier e Liessa, leali e tragici, votati a morte feroce - dissimile ma speculare. Questi eroi dimostrano a ogni passo una sottile inclinazione a proiettare in forme rituali e funeste il fallimento di una passione: "E io per la mia follia / cantai d´amore, / povero di favori, / ma non di tristezza". In pieno autunno del Medioevo possono far pensare, per la loro affascinante fissità oleografica, per la violenza insieme languida e crudele, a certo Decadentismo fin de siècle.
Con il Siervo libre de amor (1440 Ca.) Juan Rodriguez del Padròn, poeta alla corte di Giovanni II di Castiglia, protagonista di passioni, itinerari ed esili che proiettano sulla sua opera una certa aura trobadorica, introduce in Spagna il romanzo sentimentale. La narrazione, in forma autobiografica e con inserti lirici, se riprende i motivi topicì del grande canto cortese, è come dominata [...]
Juan Rodriguez del Padron
Carla De Nigris
insegna filologia romanza all’Università di Salerno. Tra i suoi lavori ricordiamo l’edizione critica delle liriche di Juan de Mena (Napoli, Liguori, 1988) e quella del Laberinto de Fortuna dello stesso poeta (Barcellona, Critìca, 1994).