Il discorso è nave, il significato un mare
Saggi sull'amore e il viaggio nella poesia persiana medievale
Johann Cristoph BurgelA cura di Carlo Saccone- Edizione: Febbraio 2006
- Ultima ristampa: 1a 2025
- Collana: Biblioteca Medievale Saggi
- ISBN: 9788843037179
- Pagine: 312
- Prezzo:
28,00 €26,60 €
In breve
L’espressione «Il discorso è nave, il significato un mare», tratta da un verso di Rùmi (il più grande poeta mistico dell’islam, del XII secolo), sintetizza tutta una poetica del mondo letterario della Persia medievale. Rinvia all’intimo nessuno della poesia con la parola sacra e con la profezia, alla sua intrinseca, strutturale, allusività a verità di ordine soprannaturale e abissalmente — come il mare — profonde. Si stabilisce cosi anche in questa letteratura un sistematico parallelo tra la prassi dell’ermeneutica sacra e quella dell’interpretazione della poesia. I due temi trattati nel libro di Burgel, l’amore e il viaggio, si presentano strettamente intrecciati: l’amore è spesso inseguito e realizzato dall’eroe di turno attraverso una quéte in cui la dimensione dello spostamento, del viaggio, è fondamentale. Il viaggìo peraltro, come è facile intuire, ha spesso una motivazione ‘amorosa’ nel senso più ampio e nelle più diverse valenze: dalle peregrinazioni disperate di Majnun nel deserto all’inseguimento della tribù dell’amata Layla, al viaggio verso il cielo di pellegrini sufi in cerca di una unione con il divino Amico. In effetti nei poeti persiani la ricerca morosa di frequente ci rivela una dimensione — profonda o superficiale, reale o simbolica — marcatamente mistica. E la mistica islamica, coi suo ricco simbolismo che pesca nelle ’metafore’ del viaggio e dell’amore, è un po’ lo sfondo comune a quasi tutti gli autori — veri classici della poesia persiana — indagati nei saggi raccolti in questo volume. Un’ansia mistica, o meglio gnostica — per fare un esempio macroscopico — informa sottilmente anche il viaggio in Oriente del re-filosofo-profeta Iskandar (Alessandro il Grande), attraverso le sue persiane rivisitazioni nell’epos di Firdawsi, di Nizami di Jàmi: la sua ricerca della fonte miracolosa dell’acqua di vita nel Paese delle Tenebre ne diventa la cifra suggestiva e immorale.
L’espressione «Il discorso è nave, il significato un mare», tratta da un verso di Rùmi (il più grande poeta mistico dell’islam, del XII secolo), sintetizza tutta una poetica del mondo letterario della Persia medievale. Rinvia all’intimo nessuno della poesia con la parola sacra e con la profezia, alla sua intrinseca, strutturale, allusività a verità di ordine soprannaturale e abissalmente — come il mare — profonde. Si stabilisce cosi anche in questa letteratura un sistematico parallelo tra la prassi dell’ermeneutica sacra e quella dell’interpretazione della poesia. I due temi trattati nel libro di Burgel, l’amore e il viaggio, si presentano [...]
Johann Cristoph Burgel
Carlo Saccone
Insegna Letteratura persiana presso l’Università di Bologna e dirige attualmente la rivista "Quaderni di Studi Indo-Mediterranei". Oltre a numerose pubblicazioni di islamologia comparse in riviste di scienze religiose ("Studia Patavina", "Credere Oggi") e in volumi monografici, ha pubblicato il manuale I percorsi dell’Islam (EMP 2003, 2a ed.), una storia tematica della letteratura persiana in due volumi (vol. I: Viaggi e visioni di re, sufi, profeti, Luni 1999, poi Carocci; vol. II: Il maestro sufi e la bella cristiana, Carocci 2005); e tradotto alcuni classici persiani medievali, tra cui: ‘Attâr, Il verbo degli uccelli (Mondadori 1999, 2a ed.), Sanâ’i, Viaggio nel Regno del Ritorno (Pratiche 1993, poi Carocci), Nezâmi, Il libro della fortuna di Alessandro (BUR 1997), ‘Attâr, La rosa e l’usignuolo (Carocci 2003), Ahmad Ghazâli, Delle occasioni amorose (Carocci 2007), Hâfez, Il libro del coppiere (Carocci 2007, 2a rist.).

