James Joyce e la fine del romanzo
Enrico Terrinoni
- Edizione: Novembre 2015
- Collana: Frecce
- ISBN: 9788843078264
- Pagine: 176
- Prezzo:
18,00 €17,10 € - Rassegna stampa
In breve
Dopo la rivoluzione imposta da James Joyce, quali sono state le sorti del romanzo? Nel tentativo di cogliere il carattere profetico e apocalittico di Joyce all’interno della storia del novel, il volume ne rivisita la parabola letteraria – da Dubliners all’Ulisse, a Finnegans Wake – con capitoli dedicati a un suo illustre predecessore (Hawthorne), agli autori a lui coevi (Ford, Lawrence) e a chi ebbe l’onere di raccoglierne l’eredità (Beckett, O’Brien, Behan, Johnson). Il dibattito sul romanzo diviene così una disamina della sua fine e dei suoi fini. Nel testo gli “obiettivi” del genere vengono analizzati non solamente dall’ottica realista in cui spesso i suoi albori sono collocati, ma anche per sondare i limiti delle tecniche di verosimiglianza e le loro ambiguità, se declinate e orientate a ritrarre soltanto gli aspetti tangibili e materiali della realtà. La lezione di Joyce è quella di uno scrittore realista, ma di un realista che intendeva estendere i limiti di tali tecniche per consentire ai lettori di non fermarsi alla sfera del visibile ed essere letteralmente catapultati in quella dell’invisibile e dell’onirico, poiché la dimensione sognante è parte integrante della nostra esistenza.
Dopo la rivoluzione imposta da James Joyce, quali sono state le sorti del romanzo? Nel tentativo di cogliere il carattere profetico e apocalittico di Joyce all’interno della storia del novel, il volume ne rivisita la parabola letteraria – da Dubliners all’Ulisse, a Finnegans Wake – con capitoli dedicati a un suo illustre predecessore (Hawthorne), agli autori a lui coevi (Ford, Lawrence) e a chi ebbe l’onere [...]
Enrico Terrinoni
Insegna Letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. Dopo un PhD allo University College Dublin, è stato Fellow all’Indiana University e alla Marsh’s Library. Autore di numerose monografie sulla letteratura inglese e irlandese, ha tradotto Bacon, Florio, Hawthorne, Joyce, Stephens, Behan, Spark, Burnside, Syjuco, Higgins e Gray. Nel 2012, la sua traduzione dell’Ulisse (con C. Bigazzi; Roma 2012) ha vinto il “Premio Napoli” per la lingua e la cultura italiana. Attualmente sta conducendo, con Fabio Pedone, la traduzione italiana di Finnegans Wake .
