
Il Lazio e la Costituente
A cura di Emanuele Bernardi, Federico Lucarini
- Edizione: Aprile 2008
- Collana: Studi Storici Carocci
- ISBN: 9788843045532
- Pagine: 224
- Prezzo:
19,80 €18,81 €
In breve
La Costituente fu il luogo di una complessa e articolata mole di iniziative e decisioni, che investirono non solo l’ambito di una Costituzione da scrivere, ma anche temi politici ed economici. Il concetto di "territorio" che emerge dall’azione dell’Assemblea non si limita a quello tipico della storia dell’amministrazione, riconducibile al dibattito sulle autonomie locali, ma tocca altresì il livello più ordinario dell’azione politica. Attraverso la ricostruzione del profilo e dell’attività dei Costituenti del Lazio, il volume dimostra come i diversi problemi dell’epoca — nazionali per la maggior parte, ma anche locali perché caratteristici dell’area laziale per via della presenza del Vaticano e di determinati equilibri politico-economici — trovassero nell’Assemblea, e negli interventi degli eletti nel Collegio XX, una "cassa di risonanza" e un luogo di discussione. In un contesto sottoposto a forti spinte centrifughe e particolaristiche, tendente alla disgregazione a causa degli effetti della guerra, la Costituente funzionò anche da "cerniera", svolgendo un ruolo funzionale all’attività aggregatrice dei partiti di massa e contribuendo a costruire un raccordo tra i diversi livelli dell’amministrazione e della vita politica.
La Costituente fu il luogo di una complessa e articolata mole di iniziative e decisioni, che investirono non solo l’ambito di una Costituzione da scrivere, ma anche temi politici ed economici. Il concetto di "territorio" che emerge dall’azione dell’Assemblea non si limita a quello tipico della storia dell’amministrazione, riconducibile al dibattito sulle autonomie locali, ma tocca altresì il livello più ordinario dell’azione politica. Attraverso la ricostruzione del profilo e dell’attività dei Costituenti del Lazio, il volume dimostra come i diversi problemi dell’epoca — nazionali per la maggior parte, ma anche locali perché caratteristici dell’area laziale per via della presenza del Vaticano e di determinati equilibri politico-economici — trovassero nell’Assemblea, e negli interventi degli eletti nel Collegio XX, una "cassa di risonanza" e un luogo di discussione. In un contesto sottoposto a forti spinte centrifughe e particolaristiche, tendente alla disgregazione a causa degli effetti della guerra, la Costituente funzionò anche da "cerniera", svolgendo un ruolo funzionale all’attività aggregatrice dei partiti di massa e contribuendo a costruire un raccordo tra i diversi livelli dell’amministrazione e della vita politica.
Emanuele Bernardi
Svolge attività didattica e di ricerca presso il Dipartimento di Storia, Culture, Religioni della Sapienza Università di Roma. Collabora con la Fondazione Istituto Gramsci. Tra le sue ultime pubblicazioni: Il mais “miracoloso”. Storia di un’innovazione tra politica, economia e religione (Carocci 2014), Storia della Confederazione Italiana Agricoltori (con F. Nunnari e L. Scoppola Iacopini, il Mulino 2013) e Riforme e democrazia. Manlio Rossi-Doria dal fascismo al centrosinistra (Rubbettino 2010).
Federico Lucarini
È professore ordinario di Storia delle istituzioni politiche all’Università del Salento, dove insegna anche Storia dei partiti e dei movimenti politici. Tra le sue pubblicazioni: Scienze comunali e pratiche di governo in Italia (1890-1915) (Giuffrè, 2002), Governare il Municipio. Poteri locali e dinamiche istituzionali a Prato da Depretis a Giolitti (1880-1901) (Quodlibet, 2004), La carriera di un gentiluomo. Antonio Salandra e la ricerca di un liberalismo nazionale (1875-1922) (Il Mulino, 2012).