Canzoni d’amore e di taverna

Nel Trecento alla corte di Shiraz

HafezA cura di Carlo Saccone

  • Edizione:   Luglio 2011
  • Collana:   Biblioteca Medievale Testi
  • ISBN:   9788843060627
  • Pagine:   344
  • Prezzo:   33,00 € 31,35 €
In breve

Nella Shiraz del Trecento, in una corte dove si alternano principi gaudenti e principi bacchettoni, emerge il genio di Hâfez (1319-1390), il più grande lirico persiano da qualcuno paragonato a Petrarca, ammirato da Goethe e da Emerson che lo conobbero in traduzione. Lo "stilnovo" hafeziano canta le grazie di un bellissimo e innominato amico, in cui, a seconda delle prospettive ermeneutiche adottate, è dato vedere vuoi un amore proibito, vuoi un simbolo dell’Amico divino, vuoi una controfigura del principe lodato. Poeta mistico o poeta epicureo? Le sue immagini ci appaiono comunque traslucide di realtà soprannaturali: il vino può rimandare a mistiche ebbrezze, il bel coppiere può ricordare il Dio del Corano (LXXVI, 21) che versa il vino ai beati; e la condotta trasgressiva, il peccato ostentato in barba alla legge e ai dottori, può magari sottilmente rinviare a una ricerca di santità. Ma sopra ogni cosa colpisce il frammentarismo strutturale e irriducibile di questa poesia, densa e tersissima, soffusa di quella grazia squisita e ineffabile che è nelle tante miracolose "sospensioni nel vuoto" che si producono nel passaggio da un verso all’altro, là dove l’Autore sa spesso introdurre magistrali sorprese, novità repentine di tono, cambi imprevisti di giro d’immagini, alternanze inattese di pensieri, arguzie, argomenti, ironie.

Nella Shiraz del Trecento, in una corte dove si alternano principi gaudenti e principi bacchettoni, emerge il genio di Hâfez (1319-1390), il più grande lirico persiano da qualcuno paragonato a Petrarca, ammirato da Goethe e da Emerson che lo conobbero in traduzione. Lo "stilnovo" hafeziano canta le grazie di un bellissimo e innominato amico, in cui, a seconda delle prospettive ermeneutiche adottate, è dato vedere vuoi un amore proibito, vuoi un simbolo [...]

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Hafez
Carlo Saccone

Insegna Letteratura persiana presso l’Università di Bologna e dirige attualmente la rivista "Quaderni di Studi Indo-Mediterranei". Oltre a numerose pubblicazioni di islamologia comparse in riviste di scienze religiose ("Studia Patavina", "Credere Oggi") e in volumi monografici, ha pubblicato il manuale I percorsi dell’Islam (EMP 2003, 2a ed.), una storia tematica della letteratura persiana in due volumi (vol. I: Viaggi e visioni di re, sufi, profeti, Luni 1999, poi Carocci; vol. II: Il maestro sufi e la bella cristiana, Carocci 2005); e tradotto alcuni classici persiani medievali, tra cui: ‘Attâr, Il verbo degli uccelli (Mondadori 1999, 2a ed.), Sanâ’i, Viaggio nel Regno del Ritorno (Pratiche 1993, poi Carocci), Nezâmi, Il libro della fortuna di Alessandro (BUR 1997), ‘Attâr, La rosa e l’usignuolo (Carocci 2003), Ahmad Ghazâli, Delle occasioni amorose (Carocci 2007), Hâfez, Il libro del coppiere (Carocci 2007, 2a rist.).

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