Forme di comunità

L’abitare condiviso a Ibiza, Skopje, Hiroshima
Antonio di Campli

  • Edizione:   Ottobre 2013
  • Collana:   Biblioteca di testi e studi
  • ISBN:   9788843069927
  • Pagine:   112
  • Prezzo:   13,00 € 12,35 €
In breve

Ricerca di stili di vita comunitari, condivisione di spazi, tempi e cose, ridefinizione delle forme dell’abitare alla scala di prossimità sono questioni oggi sempre più presenti entro i discorsi e progetti per la città contemporanea. A partire dal riconoscimento della nuova rilevanza acquisita da questi temi, il volume propone una rilettura critica di alcune esperienze di forme comunitarie dell’abitare prodotte tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento con l’obiettivo di identificare strategie insediative, dispositivi spaziali, caratteri del paesaggio innovativi, adeguati alla domanda di prossimità che oggi si pone nella città europea. I tre casi descritti, Ibiza, Skopje e Hiroshima, mostrano altrettante forme comunitarie dell’abitare che si svolgono in contesti tra loro molto diversi, sia sul piano geografico sia su quello culturale. Un doppio filo rosso tuttavia unisce queste storie. Il primo è costituito dalla condivisione di un atteggiamento antagonista rispetto a modelli modernisti e a forme prestabilite dell’abitare. Il secondo è definito dal legame che ognuna di queste vicende ha con processi di dissoluzione di precedenti ordini fisici e sociali.

Ricerca di stili di vita comunitari, condivisione di spazi, tempi e cose, ridefinizione delle forme dell’abitare alla scala di prossimità sono questioni oggi sempre più presenti entro i discorsi e progetti per la città contemporanea. A partire dal riconoscimento della nuova rilevanza acquisita da questi temi, il volume propone una rilettura critica di alcune esperienze di forme comunitarie dell’abitare prodotte tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento con l’obiettivo di identificare strategie insediative, dispositivi spaziali, caratteri del paesaggio innovativi, adeguati alla domanda di prossimità che oggi si pone nella città europea. I tre casi descritti, Ibiza, Skopje e Hiroshima, mostrano altrettante forme comunitarie dell’abitare che si svolgono in contesti tra loro molto diversi, sia sul piano geografico sia su quello culturale. Un doppio filo rosso tuttavia unisce queste storie. Il primo è costituito dalla condivisione di un atteggiamento antagonista rispetto a modelli modernisti e a forme prestabilite dell’abitare. Il secondo è definito dal legame che ognuna di queste vicende ha con processi di dissoluzione di precedenti ordini fisici e sociali.

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Antonio di Campli

Ph.D, is researcher at the Senescyt, Quito, and professor in Urban Design at the Universidad Tecnica Particular de Loja. He has taught at the École polytechnique fédérale de Lausanne, at the Politecnico di Torino and at the universities of Camerino, Pescara, Bogotá and Tirana. His research focuses on postmodern theory and practice of urban design, and on contemporary postcolonial urbanism. He is the author of Forme di comunità. L’abitare condiviso a Ibiza, Skopje, Hiroshima (Carocci, 2013), La ricostruzione del Crystal Palace. Per un ripensamento del progetto urbano (Quodlibet, 2010), and Adriatico. La città dopo la crisi (List, 2010).

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