Pittori e no. La politica culturale comunista e il dibattito sul realismo tra Milano e Roma (1948-1956)

Fabio Guidali

  • Pagine:   745-778
  • Prezzo:   7,00 
  • Rivista:   Studi Storici
  • Fascicolo:   3/2018 – Studi Storici
  • DOI:   10.7375/91622
In breve

Keywords: Intellettuali; Politica Culturale; Realismo; Pci Milanese; Antonello Trombadori.

Le questioni pittoriche, sebbene marginali per il Partito comunista italiano a cavallo tra i tardi anni Quaranta e gli anni Cinquanta, consentono di cogliere l'evoluzione del rapporto tra uomini di cultura e organi di partito, il ruolo di intellettuali militanti nel discutere e proporre alternative alla politica culturale ufficiale del partito e le dinamiche esistenti tra il centro e la periferia, per via della contestazione intellettuale sorta a Milano e innescata da una compagine di artisti fedeli alla causa del Pci. Il saggio ripercorre le vicende dei pittori e dei critici comunisti milanesi (principalmente Treccani, De Grada, Mucchi, De Micheli, Fumagalli) raccoltisi per un certo periodo intorno rivista «Realismo» (1952-1956), che tentò di non deviare rispetto alla linea meridionalista e storicista neppure quando questa fu messa in discussione dal partito a favore di un'apertura a livello artistico, in risposta alla nuova necessità di ampliare le alleanze sul piano politico e sociale. Lo studio delle polemiche intercorse tra gli artisti milanesi e i portavoce ufficiali della politica culturale comunista (in particolare Antonello Trombadori) dimostrano da un alto che l'orientamento realista promosso dal Pci fu il risultato di una continua opera di mediazione tra i funzionari e gli artisti, dall'altro che il mancato aggancio con la nuova impostazione culturale da parte del gruppo milanese era a tutti gli effetti indice di un giudizio politico sulle linee di intervento imposte da Roma.

Keywords: Intellettuali; Politica Culturale; Realismo; Pci Milanese; Antonello Trombadori.

Le questioni pittoriche, sebbene marginali per il Partito comunista italiano a cavallo tra i tardi anni Quaranta e gli anni Cinquanta, consentono di cogliere l'evoluzione del rapporto tra uomini di cultura e organi di partito, il ruolo di intellettuali militanti nel discutere e proporre alternative alla politica culturale ufficiale del partito e le dinamiche esistenti tra il centro e la periferia, per [...]

Painters and politicians. Communist cultural politics and the debate over realism between Milan and Rome (1948-1956) / Pittori e no. La politica culturale comunista e il dibattito sul realismo tra Milano e Roma (1948-1956)

Fabio Guidali

  • Pagine:   745-778
  • Prezzo:   7,00 
  • DOI:   10.7375/91622
In breve

Keywords: Intellectuals, Cultural Politics; Realism, PCI in Milan; Antonello Trombadori.

Artistic issues, although marginal for the Italian Communist Party between the late1940s and the 1950s, allow us to understand not only how the relationship between men of culture and the party changed over time, but also the role of militant intellectuals in debating and offering alternatives to the Party's official cultural policy and the dynamics between centre and periphery, through the intellectual challenge issued by a group of Milanese artists loyal to the PCI cause. The essay recalls the case of Milanese Communist painters and art critics (mainly Treccani, De Grada, Mucchi, De Micheli, Fumagalli) gathering for a certain period of time around the periodical "Realismo" (1952-1956), which tried not to deviate from the Meridionalist and historicist party line even after it had been called into question by a PCI now in favour of artistic openness in response to new requirements of broader political and social alliances. The research on the controversies between the Milanese artists and the official spokespersons of the Communist cultural policy (especially Antonello Trombadori) demonstrates on the one hand that the Realist cultural tendency supported by the PCI resulted from an ongoing mediation between party officials and artists, and on the other that the lack of approval for the new cultural approach by the Milanese group was certainly indicative of a political judgement on the lines of action dictated by Rome.

Keywords: Intellectuals, Cultural Politics; Realism, PCI in Milan; Antonello Trombadori.

Artistic issues, although marginal for the Italian Communist Party between the late1940s and the 1950s, allow us to understand not only how the relationship between men of culture and the party changed over time, but also the role of militant intellectuals in debating and offering alternatives to the Party's official cultural policy and the dynamics between centre and periphery, [...]