Epistola a Erodoto
EpicuroA cura di Francesco Verde
- Edizione: Settembre 2010
- Ultima ristampa: 1a 2026
- Collana: Classici
- ISBN: 9788843053209
- Pagine: 276
- Prezzo:
23,00 €21,85 € - Rassegna stampa
In breve
Dopo aver afferrato questi principi, “occorre” considerare ormai ciò che è non evidente; in primo luogo nulla si genera da ciò che non è. Tutto, infatti, si genererebbe da tutto, senza aver bisogno di semi. E se ciò che scompare si corrompesse in ciò che non è, tutte le cose sarebbero andate distrutte, non esistendo ciò in cui si sono dissolte. E certamente il tutto sempre fu tale quale è ora e sempre sarà tale. Non vi è nulla infatti in cui muta. Oltre al tutto, infatti, non vi è nulla che, entratovi, sia in grado di produrre il cambiamento.
Dopo aver afferrato questi principi, “occorre” considerare ormai ciò che è non evidente; in primo luogo nulla si genera da ciò che non è. Tutto, infatti, si genererebbe da tutto, senza aver bisogno di semi. E se ciò che scompare si corrompesse in ciò che non è, tutte le cose sarebbero andate distrutte, non esistendo ciò in cui si sono dissolte. E certamente il tutto sempre fu tale quale è ora e sempre sarà tale. Non vi è nulla infatti in cui muta. Oltre al tutto, infatti, non vi è nulla che, entratovi, sia in grado di produrre il cambiamento.
Epicuro
Francesco Verde
È dottore di ricerca in Filosofia presso la Sapienza Università di Roma. È attualmente assegnista di ricerca nell’Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee del CNR (Roma). È autore di “Elachista”. La dottrina dei minimi nell’Epicureismo (Leuven 2013) e di diversi contributi sul pensiero antico.
