
Decent Work for All: The Crucial Role of Flexicurity and the Swedish Industrial Relations System
Dominique Anxo
- Pagine: 19-32
- Prezzo: 7,00 €
- Rivista: Economia & Lavoro
- Fascicolo: 1/2018 – Economia & Lavoro
- DOI: 10.7384/90358
In breve
Uno degli elementi di base del modello svedese è costituito da una forte tradizione contrattuale e dal ruolo di primo piano svolto dalle parti sociali all'interno dei meccanismi di regolamentazione del mercato del lavoro, delle condizioni lavorative e della determinazione dei salari. La natura bipartita e contrattuale della disciplina del mercato del lavoro, unitamente a elevati tassi di sindacalizzazione e copertura della contrattazione collettiva, crea un ambiente istituzionale favorevole al raggiungimento di compromessi negoziati volti a bilanciare flessibilità e stabilità lavorativa nel mercato del lavoro. La Svezia rappresenta pertanto un buon esempio di regime di flexicurity basato sulla flessibilità negoziata, il che spiega in larga misura perché la Svezia continui a essere un Paese caratterizzato da condizioni di lavoro dignitose, una struttura salariale compressa, ridotte disparità di reddito e un'estesa giustizia sociale. La struttura salariale compressa con minimi salariali relativamente elevati ha inoltre impedito nel Paese lo sviluppo di occupazioni a bassa retribuzione/poco qualificate; ha invece promosso politiche a supporto dell'aggiornamento delle competenze. In pratica, la tendenza alla polarizzazione del lavoro e delle classi sociali in Svezia è stata limitata dai seguenti fattori: gli ingenti investimenti in ricerca e sviluppo e il concomitante aumento della domanda di personale altamente qualificato; lo sviluppo di un sistema efficace di formazione e apprendimento permanente; l'espansione dell'istruzione secondaria e terziaria negli ultimi tre decenni; e un maggiore bilanciamento del potere contrattuale tra le parti sociali. In tale contesto, i Consigli per la garanzia del posto di lavoro ("Trygghetsråd") e i Contratti collettivi per la ricollocazione ("Omställningsavtal") hanno svolto un ruolo fondamentale nel mitigare le gravi ripercussioni dei cambiamenti strutturali e della recessione economica, limitando in particolare lo sviluppo della disoccupazione di lungo periodo e dell'esclusione sociale.
Uno degli elementi di base del modello svedese è costituito da una forte tradizione contrattuale e dal ruolo di primo piano svolto dalle parti sociali all'interno dei meccanismi di regolamentazione del mercato del lavoro, delle condizioni lavorative e della determinazione dei salari. La natura bipartita e contrattuale della disciplina del mercato del lavoro, unitamente a elevati tassi di sindacalizzazione e copertura della contrattazione collettiva, crea un ambiente istituzionale favorevole al raggiungimento di compromessi negoziati volti a bilanciare flessibilità e stabilità lavorativa nel mercato del lavoro. La Svezia rappresenta pertanto un buon esempio di regime di flexicurity [...]

Decent Work for All: The Crucial Role of Flexicurity and the Swedish Industrial Relations System
Dominique Anxo
- Pagine: 19-32
- Prezzo: 7,00 €
- DOI: 10.7384/90358
In breve
One of the basic elements of the Swedish model is a strong contractual tradition and the crucial role played by social partners in mechanisms for regulating labour market, working conditions, and wage formation. The bipartite and contractual nature of labour market regulations, coupled with the high union density and high coverage rate of collective bargaining, creates a favourable institutional environment for the emergence of negotiated compromises aimed at balancing flexibility and security in the labour market. Sweden constitutes therefore a good illustration of a flexicurity regime based on negotiated flexibility, which largely explains why Sweden remains a country with decent working conditions, compressed wage structure, low income disparities, and extended social justice. The compressed wage structure with relatively high wage floors has also prevented the development of low-paid/low-skilled jobs in Sweden; it has instead boosted policies favouring skill upgrading. Actually, large investment in research and development and the concomitant increase in demand for high-skilled jobs, a well-developed lifelong learning and training system, the expansion of secondary and tertiary education during the past three decades, as well as a more balanced bargaining power between the two sides of industry, have limited the tendency towards job and class polarisation in Sweden. In this context, the Swedish Job Security Councils ("Trygghetsråd") and Transitional Job Agreements ("Omställningsavtal") have played a fundamental role in alleviating the detrimental consequences of structural changes and economic downturn, in particular by limiting the development of long-term unemployment and social exclusion.
One of the basic elements of the Swedish model is a strong contractual tradition and the crucial role played by social partners in mechanisms for regulating labour market, working conditions, and wage formation. The bipartite and contractual nature of labour market regulations, coupled with the high union density and high coverage rate of collective bargaining, creates a favourable institutional environment for the emergence of negotiated compromises aimed at balancing flexibility and security in the labour market. Sweden constitutes therefore a good illustration of a flexicurity [...]