Classe operaia e forma di governo: note propedeutiche alla “democrazia fondata sul lavoro”

Alessandro Tedde

  • Pagine:   81-90
  • Prezzo:   7,00 
  • Rivista:   Economia & Lavoro
  • Fascicolo:   2/2020 – Economia & Lavoro
  • DOI:   10.7384/98576
In breve

Nel presente saggio è esposta la tesi secondo la quale gli ostacoli alla realizzazione della demo­crazia industriale e della democrazia economica nel nostro Paese non siano dovuti a motivi di ordine giuridico, quanto piuttosto al fondamen­to storico della vita dello Stato, cioè ai rapporti sociali di produzione nella loro attuale conforma­zione. La questione della partecipazione dei lavo­ratori appare fin da subito correlata al discorso sui fini dello Stato e cioè a quello sulla forma di Stato, una categoria che non può essere tralascia­ta quando si discuta delle modalità attraverso le quali è effettivamente garantito ai lavoratori di esercitare le funzioni proprie della cittadinan­za politicamente attiva, l’organo che esercita in concreto la sovranità popolare che innerva l’in­tero ordinamento repubblicano, e permea l’intera normativa costituzionale. L’attuazione dell’art. 46 sulla cogestione, dunque, deve essere concepita in relazione alla solenne proclamazione che la Carta fa del lavoro come a priori della cittadinanza, cioè del suo riconoscimento come principio generale ed esclusivo di valutazione delle politiche di re­alizzazione del progetto costituzionale di società.

Parole chiave: partecipazione dei lavoratori, forma di governo, democrazia fondata sul lavoro, impresa democratica.

Nel presente saggio è esposta la tesi secondo la quale gli ostacoli alla realizzazione della demo­crazia industriale e della democrazia economica nel nostro Paese non siano dovuti a motivi di ordine giuridico, quanto piuttosto al fondamen­to storico della vita dello Stato, cioè ai rapporti sociali di produzione nella loro attuale conforma­zione. La questione della partecipazione dei lavo­ratori appare fin da subito correlata al discorso sui fini dello Stato e cioè [...]

Classe operaia e forma di governo: note propedeutiche alla “democrazia fondata sul lavoro”

Alessandro Tedde

  • Pagine:   81-90
  • Prezzo:   7,00 
  • DOI:   10.7384/98576
In breve

Keywords: workers’ participation, form of government, democracy based on work, democratic enterprise.

In the present essay, it is argued that the obstacles to the implementation of industrial democracy and of economic democracy in our country do not stem from legal grounds, but rather from the historical foundation of the State, i.e. the social relations of production in their present form. The issue of workers’ participation appears from the onset to be correlated with the discourse on the goals of the State, i.e. on the form of State, a category that cannot be overlooked when discussing the ways in which workers are granted the right to exercise the functions pertaining to politically active citizenship, the body that actually exercises the popular sovereignty that innervates the entire republican order, and permeates the whole constitutional legislative framework. The implementation of Art. 46 of the Italian Constitution on co-management should therefore be conceived in relation to the solemn proclamation, enshrined in the Constitution, according to which work is the basis of citizenship, i.e. it is regarded as a general and exclusive principle to assess implementation policies related to the constitutional concept of society.

Keywords: workers’ participation, form of government, democracy based on work, democratic enterprise.

In the present essay, it is argued that the obstacles to the implementation of industrial democracy and of economic democracy in our country do not stem from legal grounds, but rather from the historical foundation of the State, i.e. the social relations of production in [...]