Cantari fiabeschi arturiani
Momentaneamente non disponibile

Cantari fiabeschi arturiani

A cura di Daniela Delcorno Branca

  • Edizione:   Gennaio 1999
  • Collana:   Biblioteca Medievale Testi
  • ISBN:   9788879842037
  • Pagine:   196
  • Prezzo:   17,80  16,91 
In breve

A partire dalla metà del Trecento i cantari costituirono una sorta di "poesia per tutti", che trionfava, codificata nella forma dell´ottava rima, sulle piazze dei comuni italiani. Questa narrativa breve conosce un ampio spettro di possibilità (epico-cavalleresche storiche, rnitologiche, agiografiche, novellistiche), ma il filone fiabesco e leggendario resta pur sempre il più antico e il più tipico. I cantari fiabeschi arturiani, per lo più irrelati rispetto ai grandi romanzi della "matière de Bretagne", appaiono saldamente legati ad un luogo (la corte di Artù), alle sue convenzioni (grandi assemblee, richiesta di soccorso,vanti, inchieste..) e alle sue situazioni topiche (impegno di vendetta, duelli per conquistare una dama, fanciulle a rischio di subire violenza, castelli incantati, giganti..). I testi che qui si presentano editi criticamente, sottratti alle occasionali e antiquate edizioni dove erano disperdi - Carduino, Il Falso Scudo, Astore e Morgana, Lasancis, Galasso dalla Scura Valle - acquistano forza e significato proprio dal fatto di essere raccolti così da sottolineare alcuni elementi comuni. Essi rivelano una sorta di narrativa "sommersa", quella delle piazze, cara agli artigiani più o meno alfabetizzati, ma nota e ascoltata anche da meno sprovveduti personaggi, siano l´autore della Tavola Ritonda o il frate Evangelista Fossa traduttore di Seneca e dì Virgilio o il conte Matteo Maria Boiardo.

A partire dalla metà del Trecento i cantari costituirono una sorta di "poesia per tutti", che trionfava, codificata nella forma dell´ottava rima, sulle piazze dei comuni italiani. Questa narrativa breve conosce un ampio spettro di possibilità (epico-cavalleresche storiche, rnitologiche, agiografiche, novellistiche), ma il filone fiabesco e leggendario resta pur sempre il più antico e il più tipico. I cantari fiabeschi arturiani, per lo più irrelati rispetto ai grandi romanzi [...]

indice  
Daniela Delcorno Branca

Insegna Letteratura italiana nell’Università di Bologna. Ha pubblicato vari studi sulla tradizione romanza e sulla letteratura cavalleresca in Italia tra Medioevo e Rinascimento: I romanzi italiani di Tristano e la ‘Tavola Ritonda’, Firenze 1968; L”Orlando Furioso’ e il romanzo cavalleresco medievale, Firenze 1973; Boccaccio e le storie di re Artù, Bologna 1991; Tristano e Lancillotto in Italia. Studi di letteratura arturiana, Ravenna 1998.

Altri titoli in catalogo