Bruto
CiceroneA cura di Rosa Rita Marchese
- Edizione: Novembre 2011
- Ultima ristampa: 1a 2017
- Collana: Classici
- ISBN: 9788843061594
- Pagine: 400
- Prezzo:
28,00 €26,60 €
In breve
Composto nei primi tumultuosi mesi del 46 a.C., mentre Cesare sconfigge i pompeiani in Africa e consolida il suo potere, il Brutus registra, in modo lucido e coraggioso, la morte della repubblica e con essa il declino precoce ma irreversibile dell’uso pubblico della parola, nel quale invece i contemporanei di Cicerone individuavano un tratto forte della propria identità. La prima storia dell’eloquenza romana sembra nascere dunque come una sorta di elogio funebre; tuttavia, per Cicerone, ricordare l’oratoria significa soprattutto conservare un modello di azione e di intervento nella realtà che, nutrendosi di reciprocità e di gratitudine, può essere ancora rianimato e consegnato ai più giovani come un’eredità preziosa dalla quale ripartire.
Composto nei primi tumultuosi mesi del 46 a.C., mentre Cesare sconfigge i pompeiani in Africa e consolida il suo potere, il Brutus registra, in modo lucido e coraggioso, la morte della repubblica e con essa il declino precoce ma irreversibile dell’uso pubblico della parola, nel quale invece i contemporanei di Cicerone individuavano un tratto forte della propria identità. La prima storia dell’eloquenza romana sembra nascere dunque come una sorta di elogio funebre; tuttavia, per Cicerone, ricordare l’oratoria significa soprattutto conservare un modello di azione e di intervento nella realtà che, nutrendosi di reciprocità e di gratitudine, può essere ancora rianimato e consegnato ai più giovani come un’eredità preziosa dalla quale ripartire.
Cicerone
Rosa Rita Marchese
È ricercatore di Lingua e letteratura latina presso l’Università di Palermo, dove insegna Lingua e civiltà latina. Tra i suoi campi di interesse vi sono in particolare le rappresentazioni culturali trasmesse dai testi letterari. Ha pubblicato La morale e il singolo. Individualismo, modelli etici e poesia romana (Palermo 1998), Figli benefattori, figli straordinari. Rappresentazioni senecane dell’essere figlio (Palermo 2005) e Mutat terra vices. Identità, cambiamento e memoria culturale nell’ultimo Orazio (Palermo 2010). Collabora a un progetto di ricerca, coordinato da Giusto Picone, sul de beneficiis di Seneca.
