
Ballate magiche svedesi
A cura di Massimo Panza
- Edizione: Gennaio 1999
- Collana: Biblioteca Medievale Testi
- ISBN: 9788879842020
- Pagine: 201
- Prezzo:
17,80 €16,91 €
In breve
Le figlie di Tores è una ballata svedese in cui lo schematismo della tradizione orale dà voce a una vìcenda fosca, nella quale un mondo in crisi, sospeso fra l'idea pagana della vendetta e la promessa cristiana della grazia, vede consumarsi la tragedia dell'incesto e del sangue. Il dramma è pacificato dal perdono divino, e la trama, nella lotta eterna del Bene e del Male, realizza l'essenza di un sentire arcaico, le cui pulsioni, desideri e timori primati si risolvono nella coincidentia oppositorum, la conciliazione nota a tante culture primitive e ammantata di arcane risonanze. Il grande Ingmar Bergman, da sempre ispirato dal Medioevo nordico, ha fatto della ballata che "ossessionava la sua fantasia dal tempo degli studi a Stoccolma" un film evocativo e di profonda umanità: La Fontana della vergine (l959), opera che dimostra quanto o stile mimetico a sequenze concise e giustapposte - cinematografico - di quest'antica leggenda abbia coinvolto il regista, e possa ancora colpire la fantasia del lettore moderno. Con questa storia si apre la scelta di ballate magiche svedesi qui proposta per la prima volta al pubblico italiano; la traduzione, che nell'endecasillabo vede insieme un mezzo per non violare il ritmo dell'originale e per fornire a chi legge un comodo approdo, ambisce a non tradite troppo la cadenza che marca, con una fratta paratassi, le tappe dell'incontro dell'uomo col soprannaturale, ovvero con l´ignoto, che domina con le sue lusinghe l'universo mentale del folclore scandinavo.
Le figlie di Tores è una ballata svedese in cui lo schematismo della tradizione orale dà voce a una vìcenda fosca, nella quale un mondo in crisi, sospeso fra l'idea pagana della vendetta e la promessa cristiana della grazia, vede consumarsi la tragedia dell'incesto e del sangue. Il dramma è pacificato dal perdono divino, e la trama, nella lotta eterna del Bene e del Male, realizza l'essenza di un sentire arcaico, le cui pulsioni, desideri e timori primati si risolvono nella coincidentia oppositorum, [...]
Massimo Panza
Nato nel 1968, ha studiato a Pisa, Goteborg Copenaghen e si occupa attualmente delle versioni del ciclo arturiano nella Norvegia del XIII secolo. Sta ultimando il dottorato di ricerca in Filologia germanica e nordica presso l´Ateneo senese. Ha pubhlicato diversi articoli sui riflessi della cultura popolare nelle ballate svedesi e danesi (La ballata delle figlie di T%res 1994; Il viaggio del lupo 1995; I nomi magici nelle ballate nordiche 1998).