Alessandro Leogrande fra letteratura e inchiesta

Alessandro Leogrande fra letteratura e inchiesta

Scrivere per i vinti

A cura di Marco Gatto, Bernardo De Luca

In breve

Protagonista della vita culturale italiana a cavallo del millennio, Alessandro Leogrande (1977-2017) ha rappresentato l’ultima voce del meridionalismo critico, lasciando in eredità non solo libri e inchieste di sicuro valore, ma anche un esempio di prassi intellettuale interamente radicata nella lezione della modernità. Il volume dedica ampio spazio alla dimensione filosofica, politica e letteraria della sua opera, con l’obiettivo di emanciparlo da letture semplicistiche. Leogrande ha saputo svolgere una critica del presente senza fughe consolatorie nel passato o nella torre d’avorio della cultura, ha insistito sulla prospettiva della nonviolenza come risposta all’egemonia della disumanizzazione e ha indicato nel socialismo la strada da percorrere per fuoriuscire dalla barbarie capitalista. Il Sud, allegoria di questi processi, ha costituito un osservatorio permanente dei disastri italiani e dei conflitti ingiustamente dimenticati o messi da parte. Scrivere per i vinti è allora un’operazione di rilettura della storia: non una semplice commemorazione degli oppressi, ma un tentativo di riportarli alla luce della coscienza collettiva, di riconsegnarli alla politica

Protagonista della vita culturale italiana a cavallo del millennio, Alessandro Leogrande (1977-2017) ha rappresentato l’ultima voce del meridionalismo critico, lasciando in eredità non solo libri e inchieste di sicuro valore, ma anche un esempio di prassi intellettuale interamente radicata nella lezione della modernità. Il volume dedica ampio spazio alla dimensione filosofica, politica e letteraria della sua opera, con l’obiettivo di emanciparlo da letture semplicistiche. Leogrande ha saputo svolgere una critica del presente senza fughe consolatorie nel passato o nella torre d’avorio della cultura, ha insistito sulla prospettiva della nonviolenza come risposta all’egemonia della disumanizzazione e ha indicato nel socialismo la strada da percorrere per fuoriuscire dalla barbarie capitalista. Il Sud, allegoria di questi processi, ha costituito un osservatorio permanente dei disastri italiani e dei conflitti ingiustamente dimenticati o messi da parte. Scrivere per i vinti è allora un’operazione di rilettura della storia: non una semplice commemorazione degli oppressi, ma un tentativo di riportarli alla luce della coscienza collettiva, di riconsegnarli alla politica

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Marco Gatto

È professore associato di Comparatistica e Teoria della letteratura all’Università della Calabria.

Bernardo De Luca

È professore associato di Letteratura italiana contemporanea all’Università Federico II di Napoli.

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