A esmorga di Eduardo Blanco Amor
A cura di Attilio Castellucci
- Edizione: Ottobre 2006
- Collana: Lingue e Letterature Carocci
- ISBN: 9788843039777
- Pagine: 224
- Prezzo:
19,50 €18,53 €
In breve
Romanzo considerato come uno spartiacque che divide la letteratura galega
in prima e dopo la sua pubblicazione, A esmorga è un'opera dura, violenta,
che rompe gli stereotipi letterari fino ad allora usuali in Galizia, mostrando
una realtà marginale in tutta la sua brutalità. I personaggi sono ritratti
nella loro quotidianità più schietta e il romanzo prefigura l'avvento della
dittatura franchista descrivendo quella società che ne avrebbe permesso
e in qualche modo favorito l'affermarsi. Soggette ad ogni sorta di angherie
da parte sia della società borghese sia della giustizia – entrambe sorde
alle loro esigenze –, le classi umili trovano sfogo nell'alcol, nelle prostitute
e nella violenza, in una corsa cieca verso l'autodistruzione.
Blanco Amor, figura controcorrente all'interno delle letterature galega
e spagnola, dandy che amava contraddirsi, autodidatta formatosi nell'esilio
sudamericano, rivela un rapporto di amore-odio con la letteratura
e il giornalismo e volutamente fa in modo che sia difficile, se non
impossibile, redigere una sua biografia. Autodefinitosi un viveur, amava
vivere pienamente la vita più che descriverla nei suoi romanzi; solo in tarda
età conoscerà quella fama che, ingrata in vita, fa di lui oggi il maggior
rappresentante della narrativa in lingua galega.
Romanzo considerato come uno spartiacque che divide la letteratura galega
in prima e dopo la sua pubblicazione, A esmorga è un'opera dura, violenta,
che rompe gli stereotipi letterari fino ad allora usuali in Galizia, mostrando
una realtà marginale in tutta la sua brutalità. I personaggi sono ritratti
nella loro quotidianità più schietta e il romanzo prefigura l'avvento della
dittatura franchista descrivendo quella società che ne avrebbe permesso
e in qualche modo favorito l'affermarsi. Soggette ad ogni sorta di angherie
da parte sia della società borghese sia della giustizia – entrambe sorde
alle loro esigenze –, le classi umili trovano sfogo nell'alcol, nelle prostitute
e nella violenza, in una corsa cieca verso l'autodistruzione.
Blanco Amor, figura controcorrente all'interno delle letterature galega
e spagnola, dandy che amava contraddirsi, autodidatta formatosi nell'esilio
sudamericano, rivela un rapporto di amore-odio con la letteratura
e il giornalismo e volutamente fa in modo che sia difficile, se non
impossibile, redigere una sua biografia. Autodefinitosi un viveur, amava
vivere pienamente la vita più che descriverla nei suoi romanzi; solo in tarda
età conoscerà quella fama che, ingrata in vita, fa di lui oggi il maggior
rappresentante della narrativa in lingua galega.
Attilio Castellucci
Insegna Lingua e letteratura galega e Traduzione
da/verso lo spagnolo presso la facoltà di Scienze Umanistiche
dell’Università di Roma ‘La Sapienza’. Ha vissuto a lungo a Santiago de
Compostela, dove ha lavorato come ricercatore. Collabora con diverse riviste
scientifiche e case editrici. È anche autore di racconti e come traduttore ha
pubblicato nel 2005 il suo ultimo lavoro, Il trombettista dell’Utopia di
Fernando Aramburu, presso la casa editrice Lanuovafrontiera.
