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Nella storia del "razionalismo" occidentale il Livre de divinacions di Nicole Oresme(1356) occupa un posto di notevole rilievo. È un trattato esplicitamente dedicato a dissuadere il "principe" dal praticare le scienze divinatorie ed è uno dei primi testi che sperimenta nella prosa scientifico-filosofica una "nuova" lingua, il francese. Sebbene l’aspirazione alla pre-conoscenza del futuro fosse sempre condannata in quanto illecita curiositas, era frequente che sovrani e uomini di governo pretendessero di utilizzare l’astrologia per trarne auspici e pronosticazioni. Attraverso citazioni, esempi e narrazioni, Oresme scrive il Livre de divinacions per convincere Carlo V, il suo re, a non fidarsi dell’astrologia e delle altre scienze divinatorie. Egli sfida il potente "partito" degli astrologi di corte e quasi certamente esce sconfitto. Ma è uno dei primi a sollecitare i principi a non cercare negli influssi celesti la causa degli eventi umani, a studiare politica e non astrologia, a far scendere la politica dal cielo e riportarla sulla terra.





