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La malattia di Alzheimer

Ferdinando Pellegrino

La malattia di Alzheimer

Comunicare la diagnosi

Edizione: 2009

Collana: I Tascabili (102)

ISBN: 9788874665686

In breve

Professione, comunicazione e malattia sono le parole chiave di questo libro scritto pensando a come, nella pratica professionale, la relazione tra il medico ed il paziente abbia luogo attraverso la comunicazione: le parole del medico fanno guarire o ammalare, sorridere o piangere, incutono tristezza e dolore oppure gioia e serenità, ridanno speranza dove il vuoto dell’esistenza si avvicina inesorabile. Nella pratica quotidiana tutti gli sforzi nascono dalla necessità di dover comunque, e in ogni caso, occuparsi delle necessità di chi soffre e di chi, come i familiari, ne condivide la sofferenza. In una prassi medica in cui prevale il tecnicismo l’assistenza al paziente con Alzheimer diventa un importante momento di riflessione per recuperare la dimensione antropologica del rapporto medico-paziente e per valutare ogni opportunità che consenta al paziente e ai suoi familiari di tendere a obiettivi in grado di assicurare sostenibili livelli di qualità di vita. Nel libro vengono trattate problematiche importanti che riguardano temi come la comunicazione della diagnosi al paziente demente, la natura della relazione da instaurare con lui, le problematiche inerenti all’acquisizione del consenso informato e ai risvolti psicologici sia del caregiver che del sanitario che vive, con il paziente e la sua famiglia, il percorso della malattia. Comunicare la diagnosi è il primo momento della costruzione di una comunicazione stabile e prolungata nel tempo, che funge da sostegno al rapporto medico-paziente e che è la più ampia dimostrazione di come le buone relazioni possano sostenere la sofferenza della malattia.

Indice

Prefazione
Introduzione
1. L’arte del comunicare
La formazione del medico/La specifica professionalità/La propensione al rapporto con sé stessi
e con gli altri/La prospettiva manageriale dell’agire professionale/Saper comunicare/L’ascolto/L’alexitimia/L’empatia/Il rapporto medico-paziente
2. La comunicazione della diagnosi e la presa in carico
Comunicare la diagnosi, il consenso informato/La crisi familiare/Il programma terapeutico e assistenziale/Alzheimer e tutela giuridica: l’amministratore di sostegno/Assistere la famiglia/La comunicazione globale di fronte alla tragedia
3. Il guaritore ferito
Strutture e organizzazione del lavoro: le patologie da "costrittività organizzativa"/Le aspirazioni personali/L’utenza/Il benessere del medico e la natura del rapporto con il paziente/La prevenzione/Il gruppo e la formazione del medico
4. Esperienze e pratica clinica
Caso 1. Quella strana vertigine e la diagnosi precoce
Caso 2. L’aggressione inaspettata e l’opportunità di comprendere
Caso 3. Troppe medicine e la "collusione dell’anonimità"
Caso 4. L’eredità sottratta e la tutela giuridica
Caso 5. L’irritabilità, il contesto e il nucleo depressivo
Caso 6. Il caregiver e il carico assistenziale
Caso 7. Il vissuto d’indipendenza, la guida, il porto d’armi
Caso 8. Il decorso della malattia e la comunicazione non verbale
Bibliografia

Recensioni

Piercarlo Salari, La Rivista del medico pratico, 01-09-2009
Come è noto uno dei compiti più difficili per il medico è quello di esprimere la diagnosi di una malattia cronica e inguaribile. Ancora più arduo è questo compito se esso, oltre che al paziente, è mirato ai suoi familiari, a cui spetterà in futuro buona parte del carico assistenziale. Questo volumetto si propone come un supporto per chiunque si trovi nella condizione di dover illustrare le implicazioni di questa patologia degenerativa. Il primo capitolo riassume infatti i concetti chiave dell'interazione medico-paziente richiamando l'attenzione sulla comunicazione, intesa come una vera e propria arte, alla quale l'operatore dovrebbe essere opportunamente formato. La trattazione si sposta poi alla presa in carico e alla crisi che inevitabilmente si instaura nella famiglia che, spesso del tutto ignara e impreparata, deve saper guardare avanti e imparare a pianificare le opportune strategie operative per affrontare le varie fasi evolutive della demenza. Il terzo capitolo entra nel dettaglio delle criticità del medico, che si trova nella duplice veste di coordinatore del processo di cura e referente diretto per tutte le ansie e le difficoltà che possono emergere all’improvviso. L’ultima parte del libro, infine, è quella pratica: propone infatti una riflessione su varie situazioni in cui l’agire del medico deve rispondere a esigenze cliniche e saper anche gestire l’impatto umano della relazione.

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