Carocci editore - I giovani e l'alcol

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I giovani e l'alcol

I giovani e l'alcol

Il fenomeno del binge drinking

a cura di: Roberto Baiocco, Maria D'Alessio, Fiorenzo Laghi

Edizione: 2008

Ristampa: 3^, 2011

Collana: Carocci Faber Professione psicologo

ISBN: 9788874665396

  • Pagine: 192
  • Prezzo:17,70 15,05
  • Acquista

In breve

Binge drinking è il termine inglese con cui si descrive il comportamento di "bere fino a ubriacarsi". Fenomeno sempre più frequente, viene affrontato nel volume in una prospettiva di psicologia evolutiva e di interpretazione del concetto di rischio. Le tematiche vengono esposte in modo chiaro e comprensibile anche per i non addetti ai lavori fornendo statistiche e raffronti tra la situazione italiana e quella di altri paesi. Ampio spazio è dato agli ambiti di rischio e a possibili interventi mirati in relazione alla gravità o meno della situazione giovanile.

Indice

Prefazione di Carlamaria Del Miglio
1. Alcol e giovani: una prospettiva evolutiva di Roberto Baiocco, Maria D’Alessio e Fiorenzo Laghi
Compiti di sviluppo e consumo alcolico: quale relazione?/Possibili interpretazioni del concetto di "rischio"/Il consumo di alcol negli adolescenti e nei giovani adulti: il binge drinking/Binge drinking: quali variabili indagare?
2. Il consumo alcolico di adolescenti e studenti universitari di Roberto Baiocco, Maria D’Alessio e Fiorenzo Laghi
Binge drinking e identità/Facoltà e consumo alcolico/"La mia settimana": locali e bevande
3. Bere in compagnia: il bevitore sociale di Roberto Baiocco, Maria D’Alessio, Fiorenzo Laghi e Cristina Lolli
Differenze di genere ed età/Contesto sociale e consumo alcolico/Le influenze familiari/Le influenze dei coetanei/Luoghi e mezzi della socializzazione: locali e bevande preferiti/Anche i social drinker possono rischiare la vita!
4. Le abbuffate del fine settimana: il fenomeno del binge drinking di Roberto Baiocco, Maria D’Alessio, Grazia Gurrieri e Fiorenzo Laghi
Binge drinking/Binge drinking dove, quando e con chi/Il binge drinker utilizza l’alcol per fronteggiare lo stress?/I locali preferiti nel weekend/Un percorso terapeutico: la storia di Carla/Conclusioni
5.  Heavy drinker o forti bevitori di Roberto Baiocco, Maria D’Alessio, Fiorenzo Laghi e Marco Mazza
Il consumo precoce di alcol/Alcol e ricerca di identità/Che rapporto hanno i giovani forti bevitori con il proprio contesto sociale?/Perché un heavy drinker beve tanto?/La ricerca di sensazioni/Comorbilità e polidipendenza
6. Alcol e cervello di Francesca Federico
L’alcol è una droga?/Adolescenza: un’età psicobiologicamente a rischio?/Effetti a lungo termine dell’abuso di alcol. Effetti sulla memoria/Alcolismo: una questione di geni?
7. Spazio e comportamento: i giovani e la scelta dei locali di Francesca Rossi
Spazio e comportamento/Il punto di vista dell’utente: la valutazione di un interno/Il locale che piace a me e agli altri/Le luci, la musica e la gente/Conclusioni
Appendice. Strumenti per la valutazione dell’uso/abuso alcolico
Note
Bibliografia
Gli autori

Recensioni

M.P.F., L'eco di Bergamo, 06-07-2009
Una recente ricerca ha accertato che il 67 per cento dei ragazzi dai 13 ai 15 anni bevono alcolici il sabato sera, e di questi il 20 per cento lo fanno fino a ubriacarsi. Chiediamo alla professoressa D’Alessio: che ha studiato tale allarmante piaga sociale dedicandole un libro I giovani e l’alcol (Carocci 2008), cosa cerchino nell’alcol questi bambini.
«È una ricerca di sensazioni. E il fenomeno chiamato “binge drinking", che significa “abbuffata alcolica". Si beve solo una volta a settimana, nel weekend, per non compromettere la dieta. Non si tratta di etilisti, perché negli altri giorni della settimana non bevono. Ne ho intervistati alcuni e ne è emerso che lo fanno per stordirsi; bevendo si abbassano i freni inibitori, si diventa più socievoli, è più facile fare amicizia. Cominciano prestissimo. Nelle discoteche pomeridiane si ha diritto a una consumazione alcolica gratis, ma nessuno dice a questi bambini che se optano per l’aranciata, ne possono avere quattro gratis: i proprietari della discoteca non sono così onesti da specificare questo particolare, che potrebbe spingere qualche ragazzo a preferire le quattro aranciate. Tra un’aranciata e una bevanda alcolica, molti, anche se non sono abituati a bere, scelgono la seconda perché costa di più, per non sentirsi stupidi. Ai proprietari delle
discoteche conviene che i ragazzi scelgano la bevanda alcolica, perché così sballano più facilmente, bevono ancora e spendono molto di più. Le discoteche pomeridiane, frequentate da bambini di 10-11 anni, dovrebbero essere vietate, perché sono fondate su una forma di reclutamento criminale: ai ragazzi più grandi vengono offerti biglietti gratis se portano nuovi clienti. E pensi alle cubiste, descritte dalla giornalista Marida Lombardo Pijola nel libro Ho dodici anni, faccio la cubista, mi chiamano principessa. Storie di bulli, lolite e altri bambini. Le ragazzine escono di casa il pomeriggio, senza che le mamme abbiano alcun sospetto, e in discoteca trovano i vestiti per cambiarsi e fare le cubiste. La sera tornano a casa puntuali alle otto, rivestite da brave bambine. E i genitori non ne sanno nulla».
Maria Pia Forte, Giornale di Brescia, 22-07-2009
Se il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha sentito la necessità di varare un'ordinanza che vieta ai ragazzi sotto i 16 anni di acquistare o consumare alcolici per strada e nei locali pubblici è perché il consumo di alcol da parte di giovanissimi è diventato una piaga sociale. Una recente ricerca ha accertato che il 67% dei ragazzi italiani da 13 ai 15 anni bevono alcolici il sabato, e di questi il 20% lo fa fino a ubriacarsi. Maria D'Alessio, docente di Psicologia dell'età evolutiva all'Università La Sapienza di Roma e coordinatore per la diffusione della ricerca scientifica dell'Accademia dei Lincei-CNR, è autrice di studi e libri sui problemi di preadolescenti e adolescenti. L'assunzione di alcol in preadolescenza è stato trattato nel suo «I giovani e l' alcol» (Carocci, 2008).
Maria D’Alessio, cosa spinge questi ragazzini a bere?
È una ricerca di sensazioni. Il fenomeno è il «binge drinking» che significa abbuffata alcolica. Si beve solo una volta a settimana, nel weekend, per non compromettere dieta e linea. Non si tratta di etilisti, proprio per questo.
Perché lo fanno?
Ne ho intervistati alcuni e ne è emerso che lo fanno per stordirsi; bevendo si abbassano i freni inibitori, si diventa più socievoli, è più facile fare amicizia. Cominciano prestissimo. Nelle discoteche pomeridiane si ha diritto a una consumazione alcolica gratis o a quattro aranciate ma credendo di dover scegliere tra un'aranciata e una bevanda alcolica, molti, anche se non sono abituati, scelgono la seconda solo perché costa di più, per non sentirsi stupidi optando per la cosa meno cara. Ai proprietari delle discoteche conviene che i ragazzi scelgano la bevanda alcolica, perché così sballano più facilmente, bevono ancora e spendono molto di più.
A che età ragazzi e ragazze cominciano a frequentare le discoteche pomeridiane?
Fin dai 10-11 anni. Le discoteche pomeridiane dovrebbero essere vietate, perché sono fondate su una forma di reclutamento così concepita: sono gli stessi ragazzini a convincere i loro coetanei a frequentare la discoteca. I più grandi, infatti, ricevono biglietti gratis se portano nuovi clienti. E pensi al fenomeno delle cubiste, descritte dalla giornalista Marida Lombardo Pijola nel libro "Ho dodici anni, faccio la cubista, mi chiamano principessa. Storie di bulli, lolite e altri bimbi". Le ragazzine escono di casa il pomeriggio, senza che le mamme abbiano alcun sospetto, e in discoteca trovano i vestiti per fare le cubiste. La sera tornano a casa alle otto, rivestite da brave bambine. E i genitori sono all'oscuro di tutto.
Anche la pubblicità ha le sue colpe nel precoce consumo di alcolici?
C'èuna bevanda, un «Energy drink», che non riusciva a entrare nel mercato italiano. Allora hanno cominciato a farsi pubblicità attraverso lo sport. Si tratta di un eccitante, che contiene fra l'altro tanta caffeina: ogni bibita è come cinque caffè, tanto che viene reclamizzata come «la sostanza energetica che ti mette le ali». Ebbene, gli spot pubblicitari di questa bevanda vengono trasmessi nel primo pomeriggio, quando la televisione la guardano i bambini. In quelle ore certi messaggi non dovrebbero essere ammessi.