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Povertà e politiche sociali in Emilia Romagna

Povertà e politiche sociali in Emilia Romagna

Primo dossier regionale sulla povertà - I dati dei Centri d'ascolto delle Caritas diocesane

a cura di: Delegazione Regionale Caritas dell'Emilia Romagna

Edizione: 2007

Collana: Laboratorio

ISBN: 9788874665204

  • Pagine: 144
  • Prezzo:15,90 13,52
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In breve

Il volume intende offrire uno spaccato significativo sulla povertà e le politiche sociali dell'Emilia-Romagna attraverso i dati raccolti dai Centri d'ascolto diocesani della Caritas. In particolare, viene presentata la situazione socioeconomica della Regione, vengono approfonditi i temi della salute e delle dipendenze e presentate, inoltre, le principali variabili demografiche. Si fa, quindi, riferimento alla legislazione regionale in materia di politiche familiari e, in particolare, viene individuato e posto all'attenzione del lettore l'indice di familiarità delle diverse politiche sociali. Infine sono descritte, tramite apposite schede di presentazione, le attività svolte dai Centri d'ascolto Caritas.

Indice

Presentazione di don Gian Piero Franceschini/ Prefazione di Vittorio Nozza/ Introduzione Parte prima. Il profilo sociale regionale 1 Epidemiologia sociale del territorio 1.1. Alcuni dati demografici e statistici di sfondo 1.2. I fattori alla base dei mutamenti 1.2.1. La distribuzione territoriale e la provenienza 1.3. Una disaggregazione territoriale 1.4. Una previsione per i prossimi decenni 1.4.1. Scenario basso 1.4.2. Scenario intermedio 1.4.3. Scenario alto 2 Alcuni indicatori di disagio sociale 2.1. Minori in difficoltà 2.2. Prostituzione e tratta 2.3. Dipendenze 2.4. Criminalità e sicurezza 2.5. La povertà relativa in Italia e in Emilia-Romagna 2.6. I dati sulla povertà raccolti dai Centri di ascolto diocesani 2.7. Le storie di vita 3 Le politiche sociali della Regione Emilia-Romagna 3.1. Quadro metodologico dell'analisi legislativa: la costruzione dell'Indice del grado di familiarità delle politiche (igf) 3.1.1. L'oggetto dell'analisi 3.1.2. Il metodo 3.1.3. L'Indice del grado di familiarità 3.2. Descrizione della legislazione regionale 3.2.1. La normativa rivolta alle famiglie 3.2.2. La normativa rivolta ai minori 3.2.3. La normativa rivolta ai soggetti svantaggiati 3.2.4. La normativa rivolta agli anziani 3.2.5. La normativa rivolta ai disabili 3.2.6. La normativa rivolta a più target 3.2.7. La normativa rivolta agli stranieri 3.3. L'Indice del grado di familiarità: la Regione e le norme 3.3.1. L'orientamento generale della normativa regionale 3.3.2. L'orientamento particolare delle leggi e delle delibere 3.4. L'igf e le rappresentazioni di politica sociofamiliare 3.5. L'indicatore beneficiari: luci e ombre 3.5.1. Buone leggi per molti target 3.5.2. La fatica a 'estendere la famiglia' agli altri target 3.6. L'indicatore sussidiarietà: il punto debole 3.6.1. Buona sussidiarietà per anziani e minori 3.6.2. Molti problemi di impostazione 3.7. L'indicatore strategie: una discreta integrazione 3.7.1. Picchi di ottima integrazione 3.7.2. Lacune e incoerenze 3.8. L'indicatore azioni: misure varie e di prossimità Parte seconda. I Centri di ascolto diocesani 4 Centri di ascolto e Osservatori delle povertà 4.1. Come creare rete nel territorio 4.2. I Centri di ascolto Caritas della Regione Emilia-Romagna 4.2.1. Arcidiocesi di Bologna 4.2.2. Diocesi di Carpi 4.2.3. Diocesi di Cesena-Sarsina 4.2.4. Diocesi di Faenza-Modigliana 4.2.5. Diocesi di Ferrara 4.2.6. Diocesi di Fidenza 4.2.7. Diocesi di Forlì-Bertinoro 4.2.8. Diocesi di Imola 4.2.9. Diocesi di Modena-Nonantola 4.2.10. Diocesi di Parma 4.2.11. Diocesi di Piacenza-Bobbio povertà e politiche sociali in emilia-romagna 4.2.12. Diocesi di Ravenna-Cervia 4.2.13. Diocesi di Reggio Emilia- Guastalla 4.2.14. Diocesi di Rimini/ Note / Bibliografia