Carocci editore - La prevenzione del disagio giovanile

Password dimenticata?

Registrazione

La prevenzione del disagio giovanile

Luigi Regoliosi

La prevenzione del disagio giovanile

Edizione: 2010

Collana: Carocci Faber Servizio sociale

ISBN: 9788874663262

  • Pagine: 288
  • Prezzo:23,00 19,55
  • Acquista

In breve

A sedici anni di distanza dalla prima stesura, esce la nuova edizione di un testo che ha ottenuto notevole successo tra operatori sociali, studenti e docenti dei corsi di laurea in Sociologia, Psicologia e Scienze dell’educazione. Il testo ripropone l’impianto metodologico della prima edizione - basato sull’analisi dei modelli di intervento e sulle problematiche operative che si incontrano nel fare prevenzione - con ampi aggiornamenti riguardanti l’analisi della condizione adolescenziale, le nuove forme di devianza, la normativa e il sistema dei servizi, i modelli d’intervento e le buone pratiche oggi più diffuse, le nuove unità d’offerta per gli adolescenti. Il tema cruciale della progettazione è stato rivisto e ampliato, e le schede conclusive, dedicate ai diversi livelli d’intervento, sono state aggiornate e arricchite di nuove esperienze e riferimenti bibliografici.

Indice

Introduzione alla prima edizione
Introduzione alla seconda edizione
Parte prima. I concetti e gli orientamenti di fondo
1. Dal disagio giovanile alla devianza
Premessa: quale giovane/Disagio giovanile: termine generico o concetto specifico?/Il concetto di disagio: alcune definizioni/Il concetto di disadattamento/ Il concetto di devianza giovanile
2. La prevenzione
Il concetto di prevenzione e la sua applicazione al sociale/La prevenzione in campo giovanile/La dialettica prevenzione/promozione/ I diversi livelli di prevenzione
3. Il lavoro preventivo e i modelli di riferimento
Premessa: modelli, teorie, metodi/Quali modelli teorici per la prevenzione/Gli attori della prevenzione/I contenuti del lavoro preventivo
4. Dai metodi di intervento ai modelli teorici nel lavoro con l’utenza
Gli orientamenti nel lavoro con l’utenza/Le matrici teoriche del lavoro con l’utenza centrato sul disagio individuale/Le matrici teoriche del lavoro con l’utenza centrato sul disagio relazionale/Prevenzione, comunicazione ed educazione: alcune considerazioni conclusive
5. Metodi e modelli teorici nel lavoro per l’utenza e per il servizio
Strategie e orientamenti nel lavoro per l’utenza/Il lavoro per il servizio/progetto: modelli teorici di riferimento
6. Metodi e modelli teorici negli interventi di secondo livello
Modelli per il lavoro con la committenza/Modelli per il lavoro con gli operatori del primo livello/Modelli per il lavoro con il territorio/Modelli per il lavoro per il servizio/progetto/Alcune considerazioni conclusive sui modelli
Parte seconda. Alcune problematiche operative
7. I problemi con cui si misura la prevenzione di Giuseppe Scaratti
La prevenzione del disagio adolescenziale e giovanile: costruzione di senso tra desiderio e depressione/La complessità e il compito impossibile/L’accompagnamento a processi di cambiamento sociale/L’emancipazione e il controllo sociale/La comunicazione educativa/La relazione educativa/Conclusioni
8. I servizi di primo livello: quale setting per la prevenzione?
Il setting in ambito non terapeutico/Le agenzie di socializzazione secondaria: la prevenzione come “segno di contraddizione"?/I servizi per gli adolescenti e il problema dell’accesso/Sulla soglia e oltre
9. Progettare la prevenzione nei servizi di secondo livello
Premessa: il ruolo della prevenzione nei servizi di secondo livello/Il percorso della progettazione/L’implementazione del progetto
10. Aspetti di analisi valutativa del lavoro preventivo di Giuseppe Scaratti
L’assunzione di un paradosso/Verso scenari possibili di valutazione/Che cosa è valutare: considerazioni epistemologiche/Prospettive metodologiche
Parte terza. Le diverse prevenzioni: indicazioni per la lettura e per l’intervento
11. Una guida a schede
Scheda 1. La prevenzione potenziale o promozione
Scheda 2. La prevenzione del disadattamento
Scheda 3. La prevenzione specifica primaria dei comportamenti impropri
Scheda 4. La prevenzione specifica secondaria delle devianze
Postfazione
Note
Bibliografia