Carocci editore - Sotto falso nome

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Sotto falso nome

Bart D. Ehrman

Sotto falso nome

Verità e menzogna nella letteratura cristiana antica

Edizione: 2018

Collana: Quality paperbacks (530)

ISBN: 9788843092543

  • Pagine: 268
  • Prezzo:€ 17,00
  • in libreria dal 24 maggio

In breve

Falsi vangeli, false lettere, false apocalissi, anche fra i libri del Nuovo Testamento, impiegati come armi per affermare alcune convinzioni religiose o per contrastarne altre. In questo nuovo libro, per mesi in cima alle classifiche americane, Bart D. Ehrman ci conduce in un viaggio nei primi quattro secoli dell’era cristiana, mettendo in luce un altro aspetto di quella «battaglia per le Sacre Scritture», di cui aveva già delineato i contorni nei Cristianesimi perduti: la pratica della contraffazione. Una storia di fede, dunque, ma soprattutto di libri falsi e di falsi apostoli, di imposture patenti e di mezze verità sullo sfondo turbolento e affascinante dei primi secoli cristiani.

Indice

Introduzione. Affrontare la verità

Alla ricerca della verità

La verità nella storia del cristianesimo

1. Un mondo d’imbrogli e di falsi

I falsi nel mondo antico

I falsi nel cristianesimo antico

I termini della discussione

Le motivazioni dei falsi

Le tecniche dei falsari

Le concezioni antiche di falso

Le possibili giustificazioni

2. I falsi a nome di Pietro

Storie vere mai accadute

Le storie su Pietro

Gli scritti non canonici contraffatti sotto il nome di Pietro

Gli scritti “petrini” nel Nuovo Testamento

Simon Pietro, la Palestina antica e l’alfabetizzazione

3. I falsi a nome di Paolo

Le narrazioni antiche su Paolo

I falsi non canonici sotto il nome di Paolo

Gli scritti “paolini” nel Nuovo Testamento

Conclusione

4. Le alternative alle menzogne e alle imposture

La Bibbia può contenere menzogne?

La contraffazione è una frode?

Una prospettiva alternativa

La pseudo-epigrafia come pratica accettata

L’ipotesi del segretario

Conclusione

5. I falsi nei conflitti tra ebrei e pagani

La reazione ebraica alle affermazioni cristiane

Alcuni falsi che ne derivarono

L’opposizione pagana al cristianesimo

Alcuni falsi che ne derivarono

Conclusioni

6. I falsi nelle dispute contro i falsi maestri

Le dispute fra i primi cristiani

I falsi contro avversari sconosciuti

I falsi a sostegno di Paolo

I falsi gnostici e anti-gnostici

Conclusioni

7. I fenomeni legati alla contraffazione: false attribuzioni, fabbricazioni e falsificazioni

Le false attribuzioni

Le fabbricazioni

Le falsificazioni

Il plagio

Conclusione

8. I falsi, le menzogne, le imposture e gli scritti del Nuovo Testamento

I falsi, le menzogne e le imposture moderne

I falsi, le menzogne e le imposture cristiane

Sigle dei libri della Bibbia citati

Note

Indice dei nomi

 

Recensioni

Alessandro Barbero, La Stampa, 20-11-2012Corrado Augias, Il Venerdì di Repubblica, 23-11-2012Mario Iannaccone, Avvenire, 30-11-2012Luciano Canfora, Corriere della sera, 15-12-2012Paolo Calabrò, «Pagina3», 18-03-2013

Tutti i cristiani sanno che la Bibbia non è un libro scritto direttamente da Dio, bensì da tanti autori – uomini diversi nello stile, nella lingua, nel tempo, nelle intenzioni, nell’istruzione, nel talento – che vengono comunemente (nell’ambito della fede) ritenuti ispirati da Dio (nella composizione delle “loro” opere: Lettera “di” Paolo ai Tessalonicesi; Vangelo “di” Luca, ecc.). Nessuno si sorprende dunque quando si fa notare che nelle innumerevoli edizioni che si sono succedute nei secoli si ritrovano differenze e perfino errori, grandi e piccoli (di copiatura, di interpretazione ecc.). Nessuno ai nostri giorni sosterrebbe essere perfetto un libro – per quanto sacro – che in fin dei conti è opera dell’imperfetto uomo. Ma per Bart Ehrman, autore di Sotto falso nome. Verità e menzogna nella letteratura cristiana antica, oggi leggibile in italiano grazie alla traduzione di Gian Carlo Brioschi e all’attenzione dell’editore Carocci, nella Bibbia vi è qualcosa di più: la menzogna. Cioè il deliberato tentativo – da parte di chi ha scritto i testi originali, di chi li ha ricopiati e rimaneggiati, di chi li ha tradotti e selezionati – di alterarne il contenuto a vantaggio proprio o del proprio gruppo di appartenenza. Documenti falsificati a bella posta da impiegare come armi «per affermare alcune convinzioni religiose o per contrastarne altre».
È sempre difficile affrontare questi temi con animo sereno e imparziale, scientifico, “come se la cosa non ci riguardasse direttamente”: nulla ci riguarda più da vicino di ciò che può condizionare il nostro modo di intendere il senso della vita, soprattutto se proveniamo da un’educazione religiosa in cui molte delle cose più importanti vengono considerate “già date” (e per ciò stesso fuori discussione). Ma questo libro – anche per la scorrevolezza che Brioschi ha saputo imprimere alla forma italiana – va consigliato al lettore (credente o meno) che sia genuinamente interessato alla questione della verità del cristianesimo, per l’importanza dei problemi che solleva; così come, d’altro canto, va sconsigliato a chi vada in cerca del libro-scandalo del momento (rimarrebbe deluso: in quel caso, meglio ripiegare su Dan Brown). Un libro, insomma, né solo per gli specialisti né per i creduloni, ma per coloro al contrario che amano la riflessione critica e detestano la dabbenaggine, perché sanno che è proprio lì, nell’ingenuità e nell’ignoranza, che può annidarsi la menzogna.