Carocci editore - Che cos'è l'estetica quotidiana

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Che cos'è l'estetica quotidiana

Elisabetta Di Stefano

Che cos'è l'estetica quotidiana

Edizione: 2018

Collana: Bussole (559)

ISBN: 9788843090617

In breve

Come è possibile accostare l’estetica, ovvero lo studio dell’arte e del bello, alla vita di tutti giorni? Eppure nell’attuale dibattito filosofico angloamericano questa locuzione ossimorica sta prendendo sempre più consistenza teorica nell’ambito di una nuova disciplina, l’Everyday Aesthetics. Il libro presenta, per la prima volta in lingua italiana, questo recente campo di indagine, intrecciando le ricerche angloamericane sull’Everyday Aesthetics e quelle europee sull’estetizzazione del reale. Dall’analisi appare evidente che l’estetica è ormai diventata un paradigma transdisciplinare, aperto alle pratiche della vita di ogni giorno (cura del corpo, cibo, moda, design). Tuttavia tale ampliamento di orizzonti verso la quotidianità non deve volgersi a una bellezza superficiale e consumistica, ma all’acquisizione di una consapevolezza corporea (aisthesis) capace di guidarci verso scelte più responsabili e di indurci ad avere maggiore cura di noi stessi, degli altri e dell’ambiente in cui viviamo.


“Che cosa è l’estetica?”. Ogni anno, nel primo giorno di lezione accademica, rivolgo questa domanda ai miei studenti. Ogni anno si guardano l’un l’altro disorientati, perché l’estetica non rientra nel programma scolastico, perciò non possono attingere a un sapere pregresso. Talvolta qualcuno alza la mano: “L’estetica dovrebbe avere a che fare con l’arte”. “Bene”, rispondo, “ma non solo” e li invito a cercare la risposta nelle attività che ciascuno compie giornalmente.

Ogni mattina, al risveglio, svolgiamo diverse pratiche “estetiche”. Dapprima ci “mettiamo in ordine”, cioè ci laviamo, ci pettiniamo e, se siamo donne, ci trucchiamo. Il momento del trucco, talvolta, è assimilabile a un intervento di “restauro”, quando si tratta di cancellare i segni del tempo; in ogni caso è sempre un’operazione “artistica” e implica la capacità di accentuare i pregi e nascondere i difetti nell’auspicio di ottenere la bellezza ideale.

Dopo viene il momento drammatico del “Che cosa mi metto oggi?”: la scelta dell’abito implica giudizio e buon gusto, facoltà estetiche per eccellenza. Se individueremo l’abito adatto alla circostanza, eviteremo di sentirci fuori luogo e a disagio. L’abito però non è solo un problema di adeguatezza. Nella scelta gioca un ruolo preponderante l’umore. Se ci sentiamo tristi o melanconici, tenderemo verso colori cupi; se siamo allegri, preferiremo colori chiari e brillanti. Questione di feeling. A volte l’abito è imposto da circostanze professionali oppure segue una moda o una tendenza. Ma anche in questo caso non può mancare il tocco di creatività personale, che spesso è dato dagli accessori, come un orologio o un gioiello, un cappello o una cravatta, una cintura o una borsa. La bellezza è frutto di armonia e di scelte ben ponderate e sappiamo bene quanto i cosiddetti accessori siano tutt’altro che superflui. Firmati o meno ha poca importanza. Dipende da quello che vogliamo comunicare agli altri e dallo stile che ci contraddistingue. Ciascun oggetto ha il suo scopo non necessariamente pratico. Così ogni giorno, più o meno consapevolmente, in base alle circostanze e alle necessità, creiamo la nostra immagine.

Alla vestizione segue il momento più piacevole del mattino: il caffè. L’aroma, anticipando la vista e propiziando il gusto, costituisce la prima esperienza sinestetica della giornata. Anche in questo caso bisogna effettuare una scelta, per tipologia o per contenitore, in base alle preferenze o alle circostanze: caffè ristretto, corretto, lungo, macchiato, decaffeinato, in tazza piccola, in tazza grande, in vetro, nel bicchiere di plastica da portare via. Per molti il caffè è un momento sacro, indispensabile per iniziare la giornata e talvolta è il primo desiderio al risveglio. In Italia, il caffè è un rito che si celebra più volte al giorno e costituisce spesso una fugace pausa da condividere con i colleghi di lavoro, giusto per riprendere la carica. E che dire del cappuccino, denso e schiumoso, soprattutto se decorato con un cuore? Il disegno, elegantemente tracciato dall’abile barista, strappa sempre un sorriso, suscita un’emozione e propizia una bella giornata. E se aggiungessimo una fetta di torta fatta in casa? Home made è una parola magica, che crea un’atmosfera connotata da valori come famiglia, tradizione e genuinità, su cui giocano molte odierne pubblicità di prodotti alimentari. Invece chi pratica sport, o in generale chi è più attento alla linea, opterà per yogurt e frutta, preferendo ai piaceri del palato quelli di un corpo snello e agile, consapevole che la bellezza è soprattutto benessere psicofisico.

Ogni giorno, fin dal nostro risveglio, compiamo scelte in base alle preferenze o agli scopi o alla sensibilità personale. Ordine, buon gusto, bellezza, adeguatezza, creatività, piacere sono categorie estetiche, che troviamo sia nel mondo dell’arte sia nella quotidianità. Tuttavia, la vita offre all’estetica un orizzonte di indagine molto più ampio e variegato rispetto alla sfera dell’arte, e invita a ripensare le stesse categorie tradizionalmente riferite alle belle arti. La ripetitività di alcune azioni giornaliere, piacevoli e rassicuranti, l’atmosfera pacificante e confortevole di ambienti o situazioni, il piacere della casa e degli affetti, il benessere psicofisico che produce la cura del corpo, l’attività fisica o la buona cucina sono solo alcuni degli ambiti che si aprono all’estetica della vita quotidiana.

Per addentrarci in questo terreno, recentemente esplorato dagli studi accademici, bisogna prima capire che cosa s’intende per estetica e conoscerne le diverse e spesso intersecantesi interpretazioni. In Europa la dimensione estetica della quotidianità è esplorata soprattutto in termini di esteticità diffusa, indagando gli stili di vita, la pervasività delle immagini, il design o la cultura popolare. Invece, la cultura angloamericana prospetta diverse chiavi di lettura – che si intrecciano talvolta con le ricerche europee – e ripensa il ruolo dell’arte e dell’estetica nell’educazione e nell’azione. Secondo questo approccio, l’estetica, purché non sia separata dalla morale e dall’impegno, può avere una grande forza propulsiva nel migliorare la realtà che ci circonda. Sono le considerazioni estetiche che ci muovono nel rendere il mondo più umano, la società più giusta, il futuro più sostenibile.

L’estetica, intesa come filosofia dell’arte e del bello, ha avuto storicamente un ruolo importante, e ancora lo mantiene in alcune tradizioni culturali. Oggi, tuttavia, prevale la tendenza a valicare l’equazione tra estetica e arte, sia per accedere ad altri ambiti d’indagine, sia per abbracciare una serie di pratiche che si aprono all’esperienza di tutti i giorni. L’estetica, quindi, cessa di essere una branca del sapere riferita a uno specifico oggetto di studio, per divenire un paradigma teorico transdisciplinare, utile a orientarci nella quotidianità.

Indice

Introduzione
1. Un’altra estetica

Quale estetica?/Il quotidiano e la filosofia/Oltre l’arte/La nascita dell’Everyday Aesthetics
2. Artificazione
Le radici biologiche dell’arte/Il passaggio da non arte ad arte/L’artificazione nella vita quotidiana/Artificazione ed Everyday Aesthetics
3. Categorie estetiche
Straordinario/ordinario/Aura/atmosfera/Lusso/decoro
4. Gli ambiti dell’estetica quotidiana
Corpo/Sport /Cibo/Oggetti/Ambiente
Bibliografia