Carocci editore - Neuroscienze della bellezza

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Neuroscienze della bellezza

Jean-Pierre Changeux

Neuroscienze della bellezza

Edizione: 2018

Collana: Sfere (135)

ISBN: 9788843089840

  • Pagine: 240
  • Prezzo:21,00 17,85
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In breve

«Questo libro rappresenta per me la sintesi di molti decenni di riflessione sul bello. E aggiunge al dibattito una nuova dimensione: quella della conoscenza scientifica tanto della contemplazione dell’opera d’arte, quanto della sua creazione. Con le neuroscienze infatti si apre un nuovo campo di ricerca sull'opera d’arte, per cui si può parlare ormai di una vera e propria “neuroscienza dell’arte”. Comprendere come il nostro cervello intervenga nella relazione tra l’essere umano e l’opera d’arte è divenuto possibile e promettente. Ed è il percorso che io vi propongo in questo mio nuovo libro». J.-P. Changeux


Neuroscienze della bellezza sintetizza la mia riflessione su un tema che mi è molto caro e che mi impegna da diversi decenni. Nel mio lavoro di ricerca mi sono dedicato essenzialmente allo studio dei meccanismi molecolari della vita e più in particolare alla biologia del cervello; le opere d’arte, che hanno sempre suscitato in me un forte interesse, sono diventate parte integrante di questa ricerca. Indubbiamente, molti scienziati hanno qua e là accennato alla bellezza di un’equazione o sottolineato l’armonia della forma di una molecola, senza però, nella maggior parte dei casi, chiarire il senso delle loro affermazioni. È proprio quanto si domanda Diderot nella voce Bello dell’Enciclopedia: «Come mai quasi tutti affermano concordemente che il bello esiste e [...] solo così pochi sanno che cosa è?». La scissione tra scienza e arte è un fatto recente. Nel Rinascimento e nell’età classica, i grandi pittori, ad esempio Piero della Francesca, erano spesso matematici straordinari e molti di loro, come Leonardo da Vinci, si interessavano ai fenomeni naturali, alla diversità delle specie animali, all’anatomia del corpo umano.

Quello che sappiamo sulle origini dell’uomo e sulle società preistoriche indica che l’attività artistica ha probabilmente preceduto l’emergere della conoscenza razionale. Gli antenati dell’Homo sapiens sapevano fabbricare utensili in pietra ma, come testimoniano le pitture realizzate circa 30.000 anni fa sulle pareti della grotta di Chauvet, l’Homo sapiens raggiunse un’abilità pittorica che non ha nulla da invidiare a quella degli artisti che moltissimi secoli dopo hanno donato all’umanità i capolavori della pittura. Secondo Claude Lévi-Strauss, il pensiero mitico è un primo dialogo con la natura, un bricolage che porta all’elaborazione di simboli, dà senso al mondo, permette una prima classificazione degli oggetti essenzialmente sulla base delle loro qualità estetiche. L’attività estetica si ritrova negli emblemi totemici e nei molteplici rituali della vita religiosa. Perché non dire che l’attività estetica è alla base della natura umana?

Indice

Introduzione
Perché la scienza? Perché l’arte?
Creazione e neuroscienze
Sguardi nuovi sul corpo nel Rinascimento
L’anima al corpo
Dalla scienza della luce a una nuova concezione del mondo
Un percorso contemporaneo centrato sulla luce: il progetto scenografico di Roberto Ostinelli
Le barricate misteriose del nostro cervello: riflessioni su pittura e musica in Watteau
L’organo della mediazione
Ragioni e piaceri di una collezione
Fisiologia autobiografica del collezionista
Le basi neurali dell’habitus
Conclusioni
Bibliografia
Referenze iconografiche
Ringraziamenti