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Tutti a scuola!

Monica Galfré

Tutti a scuola!

L’istruzione nell’Italia del Novecento

Edizione: 2017

Collana: Frecce (246)

ISBN: 9788843089406

In breve

La scuola italiana è profondamente cambiata nel tempo, ma non ha smesso di occupare un posto decisivo nel destino degli italiani. Nel momento in cui si parla di fallimento e di svuotamento del suo ruolo, il libro ricostruisce le politiche e le dinamiche dell’istruzione nel corso del Novecento, all’interno di una società sempre più complessa: dall’età giolittiana, in cui si gettano i presupposti della riforma Gentile, alla definitiva eclissi del modello politico e culturale cui essa è legata. Al centro c’è il mito della riforma organica della scuola, che in Italia (e non solo) si esaurisce con la fine della guerra fredda e del sistema dei partiti, quando entra in crisi anche l’idea di Stato nazionale e di sistema scolastico accentrato. Riflesso di una nazionalizzazione fragile e imperfetta, la via italiana alla scolarità si rivela più accidentata che in altri paesi europei e restituisce luci e ombre della modernizzazione. Attraverso l’osservatorio della scuola e grazie all’intreccio di fonti diverse, edite e inedite, si aprono scorci suggestivi sui problemi più generali della storia d’Italia lungo il secolo breve, dal fascismo alla democrazia repubblicana, dal boom economico al Sessantotto, dalla crisi degli anni Settanta al neoliberismo degli anni Ottanta.


La scuola è profondamente cambiata nel corso del tempo, ma non si può dire che abbia smesso di svolgere un ruolo decisivo nel destino degli italiani. Nonostante ritardi evidenti e drastici tagli di spesa, le valutazioni impietose dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e una generale tendenza al catastrofismo, fino a oggi la scuola reale si è dimostrata assai più vitale e capace di rigenerarsi di quanto non traspaia dal dibattito pubblico. Secondo un sondaggio realizzato da Demos per “la Repubblica” nell’estate del 2016, l’istruzione pubblica è al terzo posto tra le istituzioni che più riscuotono la fiducia dei cittadini (56%), dopo papa Francesco e le forze dell’ordine. Che siano immagini discutibili e contraddittorie lo provano anche le accuse rivolte di recente alla scuola di non riuscire più a insegnare neanche l’italiano scritto e parlato, di cui i giovani sembrano sempre più ignorare l’ortografia, la grammatica, la sintassi.

Non è del resto nuova la tendenza a scaricare sulla scuola le colpe delle crisi più drammatiche dell’Italia unita, o almeno di processi ben altrimenti complessi, che nella situazione scolastica hanno solo una delle loro manifestazioni. Da Pasquale Villari, che all’indomani delle sconfitte del 1866 – com’è noto – individua un pericoloso nemico interno nel «quadrilatero di 17 milioni di analfabeti e 5 milioni di arcadi», puntando il dito sulle carenze dell’istruzione; alla Commissione parlamentare sul terrorismo e sul caso Moro, che ne parla come del tallone d’Achille della Repubblica: per la sua incapacità di educare alla democrazia e per la presenza, in particolare all’università, di professori e studenti incriminati. Se alla scuola si chiede troppo, o almeno più di quanto non sia in grado di dare, non è d’altra parte proporzionale l’importanza che le è stata realmente riconosciuta, soprattutto in termini di risorse.

La tendenza ad attribuirle compiti così gravosi, ingessandola in un rigido dover essere, ha contribuito a sviare l’attenzione da ciò che essa è veramente e dalle relazioni che intrattiene con la società. Lo stesso concetto di qualità dell’istruzione, che con parametri non sempre condivisibili misura i ritardi italiani rispetto alle medie europee e mondiali, sembra rianimare l’idea ingannevole della scuola come spazio separato: perché prescinde dai contesti in cui questa si colloca, coltivando l’ingenua illusione che si possano eliminare disuguaglianze e disparità scolastiche all’interno di società attraversate da disuguaglianze e disparità.

Le pagine che seguono ribaltano questa prospettiva. La politica e le dinamiche dell’istruzione sono qui analizzate tenendo conto del loro impatto sulla realtà, nella convinzione che, per quanto disertate o quasi dagli storici contemporaneisti, esse schiudano scorci suggestivi sui problemi generali della storia italiana, molto al di là di quelli strettamente scolastici.

Indice

Abbreviazioni
Premessa. Quel che resta della scuola
Parte prima
A ciascuno la sua scuola
1. Parabola di un secolo

Periodizzare/Una questione nazionale/Molti oneri, pochi onori/Stato e Chiesa, scontro-incontro/Dalla scuola legale alla scuola reale/Il protagonismo degli insegnanti
2. La riforma Gentile nell’Italia fascista
Al centro, la scuola media/Riformare per restaurare/I limiti dello Stato educatore/Autoritarismo dello Stato e miserie provinciali/Una rivoluzione culturale
3. Al culmine del consenso
Dal centro… /… alle periferie/La disciplina della libertà/Sul piano dell’Impero/Giuseppe Bottai e la costruzione dell’uomo nuovo/La scuola razzista/Il richiamo del presente
4. La tormentata transizione alla Repubblica
I 45 giorni/Epurazione e defascistizzazione/Principi generali e governo dell’istruzione
5. L’egemonia cattolica
La “costituente” del ministro Gonella/Libertà della scuola, libertà nella scuola/Fallimento della riforma/Insegnamento, società e guerra fredda
Parte seconda
La scuola di tutti
6. Miracoli all’italiana

Scuola e progresso/Ritardi nostrani /Cattolici e sinistra a una svolta/La scuola media unica: una cesura/Materna di Stato/Eredità e problemi aperti
7. Gli anni Settanta e la grande trasformazione
E niente fu più come prima/«Mi diletto, mi trastullo / tanto c’è l’esame Sullo»/Una conflittualità permanente/Anno scolastico 1971-72, la punta dell’iceberg
8. A un passo dalla riforma
Prove generali/Speranze e vittorie della sinistra/I partiti di fronte alla scuola/Un movimento di strani studenti/Ora o mai più/I libri di testo sul banco degli accusati
9. Al bivio degli anni Ottanta
«Senza più santi né eroi»/Un nuovo modello di istruzione pubblica/Crisi della scuola?/La via amministrativa alle riforme/Verso il nuovo millennio
Indice dei nomi