Carocci editore - Storia del teatro

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Storia del teatro

Storia del teatro

Le idee e le forme dello spettacolo dall'antichità a oggi

a cura di: Luigi Allegri

Edizione: 2017

Ristampa: 3^, 2018

Collana: Studi Superiori (1083)

ISBN: 9788843088218

  • Pagine: 500
  • Prezzo:42,00 35,70
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In breve

Una storia del teatro diversa dalle altre, che non solo affronta  con chiarezza e linguaggio non accademico i percorsi della grande  drammaturgia, da Eschilo agli autori contemporanei, ma soprattutto  ricostruisce la complessità delle diverse culture teatrali attraverso  l’analisi delle teorie e delle modalità concrete di fare spettacolo  specifiche di ciascuna società, dal mondo classico a quello medievale,  dal Rinascimento all’età elisabettiana, dalla spettacolarità barocca  a quella romantica, dal Naturalismo alle varie forme della teatralità  contemporanea o delle tradizioni orientali. Completa il volume  una seconda parte, con saggi tematici che ripercorrono in maniera  particolare la storia delle principali componenti dell’evento teatrale:  l’attore, gli edifici e la scenografia, l’organizzazione e le diverse  forme di produzione degli spettacoli, i modelli fondamentali  della drammaturgia.

Indice

Introduzione di Luigi Allegri
Parte prima. Le storie

1. Il teatro antico di Leonardo Fiorentini
Spettacoli in Grecia  / Il nuovo teatro  / Il teatro a Roma  / Bibliografia

2. Il teatro medievale di Sandra Pietrini
I drammi liturgici / Le Feste dei Folli  / Dai drammi liturgici ai grandi cicli dei Misteri  / Le farse  / Le performance dei giullari  / La memoria del teatro antico  / Bibliografia

3. Il teatro del Cinquecento di Anna Maria Testaverde
La ridefinizione dell’idea di teatro  / La corte: la festa e le sue forme di spettacolarità  / La rinascita della drammaturgia  / Il dibattito teorico  / L’evoluzione dello spazio scenico: dal luogo teatrale all’edificio  / La “meraviglia” dell’intermedio  / Attori, musici e ballerini: professionisti, semiprofessionisti, dilettanti  / Bibliografia

4. La Commedia dell’Arte di Simona Brunetti
La nascita dell’attore di professione  / L’avvento dell’attrice sulle scene teatrali  / Maschere e canovacci  / In viaggio per l’Europa  / Il declino di una prassi e la nascita di un mito  / La rinascita novecentesca  / Bibliografia

5. Il teatro del Seicento e del Settecento di Francesco Cotticelli
Una premessa  / In Inghilterra: trionfo e crisi delle moving pictures / Il teatro in Francia: un moderno affare di Stato  / Il teatro nell’area di lingua tedesca: alla ricerca di un’identità  / La vil quimera deste monstruo cómico: il teatro in Spagna  / Splendori e miserie d’Italia  / Bibliografia

6. Il teatro dell’Ottocento di Alberto Bentoglio
L’idea di teatro del Romanticismo: l’arte come esalta- / zione del sentimento  / L’idea di teatro del Naturalismo: riprodurre il mondo / con obiettività  / Il Grande Attore  / Bibliografia

7. Il teatro del XX e XXI secolo di Lorenzo Mango
La nascita del Novecento teatrale  / La regia del primo Novecento  / Le Avanguardie storiche  / La drammaturgia del primo Novecento / L’attore e la recitazione nel primo Novecento  / Il teatro nel secondo dopoguerra  / La drammaturgia del secondo Novecento  / Registi e regia nel secondo Novecento  / Il Nuovo Teatro  / Il teatro del xxi secolo  / Bibliografia

8. Teatri in Asia di Matteo Casari
Vedere altri teatri  / Il teatro dei codici: fissare, affermare, trasmettere il sapere  / Il teatro di figura: natura dell’artificio  / Gli spazi del teatro, la relazione con il pubblico / Il corpo scenico e i suoi mascheramenti  / Bibliografia

Parte seconda. I percorsi

9. Strutture e modelli della drammaturgia di Luigi Allegri
Premessa  / La fondazione del canone. La tragedia greca  / La prima discontinuità. Il teatro religioso del
Medioevo  / La riscoperta della drammaturgia. Il ritorno del canone nel Classicismo rinascimentale  / La nuova drammaturgia non canonica  / Il dramma moderno  / La seconda discontinuità. Le Avanguardie storiche del primo Novecento  / Persistenza e dissoluzione del canone nella contemporaneità  / Bibliografia

10. Le forme dello spazio teatrale e dello spazio scenico di Isabella Innamorati
Lo spazio teatrale greco  / I teatri di Roma  / Il Medioevo: gli spazi della teatralità diffusa  / Il Rinascimento: invenzioni e rinascite  / L’edificio teatrale / Teatri del principe e teatri dei professionisti dal Seicento al Settecento  / L’Ottocento: il conflitto tra realtà e immaginario  / Bibliografia

11. L’attore fra teoria e prassi di Elena Randi
Attori greci e latini  / Il Medioevo: giullari e figure simboliche  / Il Rinascimento: l’attore interprete di un personaggio  / Gli ultimi decenni del Cinquecento e il Seicento fra convenzione e realismo  / Il XVIII secolo: partecipazione emotiva e distacco  / Dall’artista romantico al Grande Attore al Mattatore  / Il Naturalismo, le direttrici gestuale, fonetico-musicale, straniata e anti-attorica  / Bibliografia

12. Le modalità dell’organizzazione teatrale di Claudio Bernardi
Il teatro greco  / Il teatro romano  / L’organizzazione ecclesiastica medievale  / La corte cinquecentesca e secentesca  / La Commedia dell’Arte  / Inghilterra, Francia, Spagna  / L’impresariato settecentesco  / L’Ottocento e la nascita della regia  / Il Novecento e il teatro pubblico. Gli Stabili  / L’organizzazione teatrale contemporanea  / Bibliografia

13. La storia del teatro negli spettacoli contemporanei di Luigi Allegri
Un passo indietro  / Un passo di lato  / Bibliografia

14. Teatro, memoria, documentazione di Manuela Vico
Teatro e documentazione  / Bibliografia

Indice dei nomi
Gli autori

Recensioni

Renata Pepicelli, Il Manifesto, 24-04-2011

Quando, il 4 aprile scorso, l’attore e regista teatrale e cinematografico Juliano Mer Khamis, noto a livello internazionale per il film Arna’s children, è stato ucciso con cinque colpi di pistola, è apparso tragicamente evidente il potere del teatro, non solo nel raccontare la realtà, ma nel trasformarla. Figlio di un arabo cristiano e di un’ebrea, Juliano, che si sentiva al 100% palestinese e al 100% israeliano, era inviso a molti per la sua attività di animatore di una delle più interessanti esperienze teatrali arabe degli ultimi tempi: The Freedom Theater. Situato nel campo profughi palestinese di Jenin, il Teatro della libertà era «uno spazio rivolto soprattutto ai giovani per offrire un modello sociale diverso», scrive Monica Ruocco, docente di lingua e letteratura araba all’università di Palermo, nella sua Storia del teatro arabo. Dalla nahdah a oggi da poco uscita per Carocci. Un testo importante per la scena culturale italiana, perché contribuisce a sfatare il mito di un mondo arabo rozzo e involuto, aprioristicamente tacciato di ostilità verso qualsiasi forma di innovazione. Già nell’Ottocento, infatti - nota la studiosa - si andava sviluppando nel mondo arabo, una significativa produzione artistica, che ricalcava sì quella europea, ma innovandola e legandola alla propria tradizione.
Frutto di vent’anni di ricerche, il bel libro di Monica Ruocco colma una grave lacuna rispetto alla conoscenza di quel mondo arabo che le rivoluzioni di queste settimane ci hanno reso ancor più vicino, e che pure resta così poco conosciuto. In circa trecento pagine di narrazioni, aneddoti, biografie, Ruocco svela la storia, le idee, il coraggio di drammaturghi, attori e registi arabi (uomini e donne), che hanno raccontato le trasformazioni dei propri paesi, sperimentando forme artistiche innovative e spesso rappresentando una spina nel fianco di dittatori, tiranni, forze occupanti. Scrive Ruocco: «Fin dai suoi inizi il teatro arabo esprime un forte legame con quei movimenti di contestazione politica e sociale che si stavano sviluppando nei grandi centri urbani di Beirut, Il Cairo e Alessandria. Inoltre, molti tra i protagonisti delle scene teatrali vicini ad ambienti riformisti, nazionalisti o socialisti, concepiranno il teatro come mezzo per diffondere le proprie idee e come strumento di denuncia e di educazione della società». Un approccio, questo, che si è mantenuto nel tempo: si pensi al teatro palestinese di autori come Ghassan Kanafani e Mohammad Bakri (di cui anche in Italia abbiamo potuto saggiare la forza e la bellezza) o al teatro nordafricano, sfortunatamente da noi meno noto, che pure da tempo preannunciava i fermenti sociali oggi sotto gli occhi di tutti.
Non deve infatti sorprendere che il ruolo della società civile e dell’opposizione in Tunisia, ignorato da gran parte dei media italiani fino a poche settimane fa, fosse già raccontato nell’opera di Jalila Bakkar, messa in scena per la prima volta nel 2006 a Parigi da Fadhel Jaïbi, con il titolo Khamsun/Corps otages. Un lavoro che in Tunisia è stato censurato per oltre un anno a causa dei riferimenti al terrorismo islamico, all’opposizione comunista e sindacale, all’autoritarismo dello stato. Similmente in Egitto - paese che ha avuto un’importantissima tradizione teatrale, ispirando anche gli altri paesi del mondo arabo (non a caso Ruocco gli dedica uno dei quattro capitoli del suo libro) - nuove compagnie indipendenti, sin dagli anni ’80 hanno cercato di spezzare il monopolio di stato sulla produzione artistica, partecipando a progetti internazionali e facendosi portatori di ansie, paure e istanze di cambiamento.
D’altronde (come ha scritto sul «manifesto» di domenica 16 aprile la stessa Ruocco in un articolo sulla letteratura marocchina), l’arte nelle sue diverse espressioni da tempo racconta i semi delle rivoluzioni in corso, che non sono nate dal nulla, ma sono il prodotto di profondi malcontenti e aneliti di libertà da lungo serpeggianti nel mondo arabo. C’è dunque da sperare che in futuro questo libro abbia un seguito in cui si racconti di quelle nuove produzioni teatrali che presto (ma probabilmente hanno già cominciato a farlo) porteranno in scena i sogni e le paure di coloro che cercano di cambiare il corso della loro storia. E c’è da sperare anche di poter vedere queste opere nei nostri teatri, affinché gli «scambi culturali» diventino pratiche reali e non rimangano mera retorica.

Andrea Bisicchia, Libero, 18-07-2017Carla Di Donato, Civiltà cattolica, 01-10-2017, Hystrio, 01-06-2018