Carocci editore - Come lavorava Gadda

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Come lavorava Gadda

Paola Italia

Come lavorava Gadda

Edizione: 2017

Collana: Bussole (544)

ISBN: 9788843086344

In breve

«Come lavoro»? Si chiedeva Gadda nel 1949 in uno dei suoi  saggi più famosi. E rispondeva subito, depistando il lettore:  «Come non lavoro», rivelando l’impossibilità, per l’autore,  di svelare il segreto della propria arte, così intrecciata alla  propria vita, inestricabile «groppo, o nodo, o groviglio,  di rapporti fisici e metafisici».  Paola Italia, che da anni studia l’opera di Gadda attraverso  l’analisi delle sue carte, guida il lettore nel labirinto dei suoi  archivi e delle sue biblioteche, dagli appunti manoscritti  alle bozze, tra correzioni, revisioni, riscritture e autocensure.  Un viaggio avventuroso e affascinante – che è anche  una «confessione d’autore» sui «problemi d’officina» –  nella sua scrittura, intesa come «indefettibile strumento  per la scoperta e la enunciazione della verità».


Il volume è pubblicato in Filologia d’autore serie diretta da Simone AlbonicoPaola ItaliaGiulia Raboni, che intende orientare gli studiosi e gli studenti nello studio  delle opere letterarie a partire dai materiali elaborativi superstiti, presentati insieme  a una ricostruzione delle abitudini e degli strumenti di lavoro. Filologia d’autore offre un modello descrittivo-interpretativo e un arricchimento di  prospettiva critica, che aiutano a intendere come i singoli autori abbiano costruito la propria immagine e l’abbiano proiettata, prima che in pubblico nell’opera  conclusa, sulle proprie carte: luogo che li rispecchia e dal quale oggi la loro figura  si trasmette alla posterità. A partire da quei documenti diventa allora possibile illuminare la genesi delle opere letterarie in quanto organismi vivi e mobili nel tempo.


Carlo Emilio Gadda non è solo uno dei più grandi scrittori del Novecento, ma è anche quello che più di altri ha avuto una straordinaria autocoscienza del proprio lavoro. Il saggio Come lavoro del 1950 – scritto dopo un periodo di grande fervore creativo concluso con la pubblicazione su “Letteratura” di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, riedito in volume e conosciuto dal grande pubblico solo undici anni dopo – è un passaggio obbligato per chiunque voglia capire come lavorava Gadda e ci rivela come dietro ogni suo testo letterario vi sia una fortissima tensione conoscitiva: interiore (nel progressivo approfondimento dei rapporti tra l’io cosciente e le sue proiezioni, come scrive Gadda, «narcissiche», più o meno sublimate) ed esteriore (nella relazione tra la percezione razionale della realtà e le sue deformazioni euristiche).

Ciò vuol dire che ogni tentativo di ricostruzione del suo metodo di lavoro dovrà passare al vaglio di questa (e di altre) autodichiarazioni, ma anche che dovrà fare i conti con le deformazioni implicite in ogni rappresentazione letteraria di sé:

Una confessione, circa i problemi d’officina, o le angosce o i ragnateli d’officina, comporta di necessità dei riferimenti a una vita, a una biografia interna ed esterna, si ingrana in una gnoseologia e in un’etica, nel mio caso molto più poveramente e meno felicemente che in altri in una esigua e frammentaria poetica: che il deflusso parallelo della mia vita e non vita ha reliquato, sì sì reliquato, frusaglia più o meno inutile, alle sponde del tempo consunto. Pazienterete degli accenni: dovrò stare in sugli schemi.

Nello spazio tra autocoscienza e deformazione letteraria, quindi, dovremo situare la nostra interpretazione degli elementi che abbiamo per ricostruire il suo metodo di lavoro: autodichiarazioni, lettere, documenti, e, naturalmente, appunti, abbozzi, prime redazioni, varianti, ricordandoci sempre che – anche in questa apparente confessione in pubblico – Gadda depista il lettore, deforma gli eventi, ricostruendoli in una nuova ragione, in una nuova “sintassi” del reale.

Indice

1. Come lavoro: un caso di autocoscienza

2. L’autore e le sue carte
Un «archiviòmane» / I Fondi Gadda della Biblioteca Trivulziana (Milano) / Il Fondo Gadda dell’Archivio Bonsanti (Firenze) / Il Fondo Gadda dell’Archivio Liberati (Villafranca) / Il Fondo Gadda di Pavia e del Burcardo (Roma) / Wiki Gadda e Gaddaman / Lo studio delle carte: THESMA Project

3. In biblioteca
Tra i volumi / Le postille

4. Sulla scrivania

5. Un caso di “studio”: L’incendio di via Keplero

6. Un esempio di edizione

Bibliografia
Ringraziamenti