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Di’ quello che hai in mente

Thom Scott-Phillips

Di’ quello che hai in mente

Le origini della comunicazione umana

Edizione: 2017

Collana: Frecce (231)

ISBN: 9788843085439

  • Pagine: 244
  • Prezzo:22,00 18,70
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In breve

Il linguaggio è la capacità che, più di ogni altra, contribuisce a rendere unici gli esseri umani. Quali sono le sue origini? Quali processi hanno condotto all’evoluzione delle abilità comunicative in un sistema complesso come quello che oggi chiamiamo linguaggio? Che indicazioni può fornirci la prospettiva evoluzionistica sulla natura del linguaggio e della comunicazione? Sullo sfondo di ricerche interdisciplinari provenienti dalle scienze cognitive, dalla linguistica, dall’antropologia e dalla biologia evoluzionistica, il libro intende spiegare le ragioni per cui quella umana è l’unica specie in grado di comunicare attraverso il linguaggio verbale. Il linguaggio è la capacità che, più di ogni altra, contribuisce a rendere unici gli esseri umani. Quali sono le sue origini? Quali processi hanno condotto all’evoluzione delle abilità comunicative in un sistema complesso come quello che oggi chiamiamo linguaggio? Che indicazioni può fornirci la prospettiva evoluzionistica sulla natura del linguaggio e della comunicazione? Sullo sfondo di ricerche interdisciplinari provenienti dalle scienze cognitive, dalla linguistica, dall’antropologia e dalla biologia evoluzionistica, il libro intende spiegare le ragioni per cui quella umana è l’unica specie in grado di comunicare attraverso il linguaggio verbale.


Nella serie di lezioni satiriche The Ape That Got Lucky, il comico Chris Addison ha immaginato che il linguaggio sia emerso spontaneamente e con rabbia, quando la collera di uno degli individui di una coppia è esplosa portando al proferimento delle parole più giuste mai emesse prima: “Arrrgggg, stronzo!!!”. “Oh, finalmente dici quello che pensi, non è così?”, la risposta. A parte l’aspetto comico, c’è una questione seria in gioco. Come prende forma una lingua? Da dove provengono costruzioni grammaticali complesse come “Oh, finalmente dici quello che pensi, non è così?”? Queste sono alcune tra le domande cruciali della linguistica evolutiva. Mentre il ruolo tradizionale della linguistica è documentare e dar conto dei codici linguistici esistenti ed esistiti, la linguistica evolutiva ha, tra le altre cose, il compito di spiegare in che modo si siano originati questi codici e quali fattori siano alla base della loro stabilità in una certa popolazione.

A questo punto, appare utile nonché necessario distinguere tra linguaggio e lingua. Le lingue sono i codici convenzionali usati da una specifica comunità. Il linguaggio, invece, fa riferimento all’insieme di tratti cognitivi che permettono di acquisire e utilizzare le lingue. L’evoluzione implicata in questo processo è di tipo culturale: nell’uso, le lingue cambiano attraverso varie forme di apprendimento sociale piuttosto che grazie a processi biologici di mutazione genetica e selezione naturale. C’è, in effetti, un punto importante da mettere in luce: il processo di evoluzione del linguaggio è una conseguenza del carattere ostensivo della comunicazione linguistica. Le convenzioni linguistiche possono cambiare in base a due modalità. Per un verso, il parlante potrebbe utilizzare una forma esistente in modo nuovo; comunemente si parla di metafora (anche se non in tutti i casi si tratta di metafore). Per un altro verso, l’ascoltatore potrebbe interpretare un’espressione in modo nuovo; si parla allora di reinterpretazione. Dal punto di vista logico, non esistono altre opzioni. In entrambi i casi, se i nuovi usi/interpretazioni vengono sufficientemente adottati da altri parlanti, la lingua si sarà modificata.

Come possono avvenire tali cambiamenti? Nella comunicazione linguistica, come in tutta la comunicazione ostensiva, i parlanti devono fornire indizi adeguati della loro intenzione e gli ascoltatori devono generare l’inferenza più appropriata su quell’intenzione a partire dagli indizi. In tal senso, un parlante che intende esprimere un significato, ma che vive in una comunità in cui non esistono convenzioni per esprimerlo, dovrà trovare un modo alternativo per farlo; il modo migliore potrebbe consistere nell’utilizzo metaforico di una convenzione esistente. Se l’uso metaforico è efficace e se ricorre sufficientemente spesso, allora può soppiantare o accostarsi alle vecchie convenzioni utilizzate per gli stessi significati; se ricorre in un numero adeguato di parlanti della comunità, potremo affermare che è nata una nuova convenzione e che la lingua si è modificata. Per il processo di reinterpretazione vale lo stesso tipo di analisi. Tutto ciò è reso possibile soltanto dalla natura ostensiva e inferenziale della comunicazione linguistica, poiché dipende dall’uso di convenzioni esistenti impiegate come indizi di significati a cui non sono comunemente associate. In altre parole, i meccanismi cognitivi che rendono possibile la comunicazione umana sono anche responsabili della successiva evoluzione culturale delle lingue. Da questo fatto seguono due importanti implicazioni. Primo, una volta emersa la comunicazione ostensiva, dal punto di vista logico non sono necessari ulteriori sistemi cognitivi per dar conto della comparsa delle lingue. Secondo, una volta evolutisi i meccanismi che rendono possibile la comunicazione ostensiva, i processi attraverso i quali si è passati da queste prime forme non linguistiche di comunicazione a qualcosa di simile al linguaggio potrebbero essersi sviluppati più o meno immediatamente. Vale a dire, nel momento in cui emerge la comunicazione ostensiva emergono anche i meccanismi necessari a creare e modificare i codici convenzionali che rendono incredibilmente espressiva la comunicazione ostensiva. In questo capitolo capiremo come ha avuto luogo tale processo.


Indice

Ringraziamenti
Prefazione

1. Due modelli della comunicazione
“Un buon vecchio violino”  / Il modello del codice  / L’espressione e il riconoscimento di intenzioni  / Il modello ostensivo-inferenziale  / Codici naturali e codici convenzionali  / Due accezioni di significato

2. La comparsa dei sistemi di comunicazione
La comunicazione combinatoria  / La relazione reciproca tra segnale e risposta  / Il dilemma dell’uovo e della gallina  / Perché la comunicazione combinatoria è poco probabile  / Ostensione e inferenza: una terza via alla comunicazione  / La nascita della comunicazione combinatoria  / Le origini del linguaggio: continuismo e discontinuismo

3. Cognizione e comunicazione
La competenza pragmatica  / Le massime conversazionali  / Un paradigma per la pragmatica  / La ricorsività del mindreading e la comunicazione ostensiva: considerazioni teoriche  / La ricorsività del mindreading e la comunicazione ostensiva: i dati empirici  / Cooperazione e comunicazione

4. Le origini della comunicazione ostensiva
La comunicazione e il metodo comparativo  / La distinzione tra comunicazione intenzionale / e comunicazione ostensiva  / Le grandi scimmie comunicano in modo ostensivo e inferenziale?  / Le grandi scimmie comunicano attraverso codici naturali?  / La lettura della mente nei primati non umani  / Il cervello sociale  / L’avvento della comunicazione ostensiva

5. Costruire una lingua
Linguistica evolutiva  / Le prime forme di comunicazione ostensiva  / I primi simboli  / Una prospettiva pragmatica sul protolinguaggio  / Una breve nota sulla grammaticalizzazione  / L’attrazione culturale e il carattere naturale del linguaggio  / Il ruolo della comunicazione nell’evoluzione del linguaggio

6. L’adattamento evolutivo
Adattazionismo  / Linguaggio e adattamento  / La comunicazione linguistica / come forma di navigazione sociale  / Vigilanza e argomentazione  / Come fermare l’uomo che grida “Al lupo!”  / La stabilità evolutiva della comunicazione umana  / Un’importante transizione nell’evoluzione della vita?

Epilogo. Le risposte a grandi domande
Glossario
Bibliografia
Indice dei nomi
Indice analitico