Carocci editore - Paolo VI

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Paolo VI

Philippe Chenaux

Paolo VI

Una biografia politica

Edizione: 2016

Collana: Frecce (226)

ISBN: 9788843084647

  • Pagine: 340
  • Prezzo:29,00 24,65
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In breve

Eletto papa il 21 giugno 1963, Paolo vi manifestò sin dall’inizio la sua intenzione di portare a termine il concilio Vaticano II che aveva ricevuto “in eredità” dal suo predecessore Giovanni xxiii. L’idea conciliare era strettamente legata, nella sua mente, a quella di riforma secondo l’adagio Ecclesia semper reformanda. Ma riforma non significava rivoluzione. Di fronte alle derive dottrinali del dopo concilio, egli volle essere il difensore coraggioso dell’integralità della fede cattolica. L’enciclica Humanae vitae (1968) sul controllo delle nascite segnò una svolta e l’immagine positiva del “principe illuminato” cedette il passo a quella, sofferta e tragica, del “papa amletico”. Basata su numerosi archivi inediti, la biografia di Chenaux ricostruisce, da Brescia a Roma passando per Milano, l’itinerario politico, intellettuale e spirituale di questo «grande pontefice» del XX secolo che – secondo le parole di papa Francesco nel giorno della sua beatificazione, il 10 ottobre 2014 – «non ha avuto paura delle novità».


Nelle sue lezioni sulla storia della diplomazia pontificia all’Ateneo del Laterano negli anni Trenta, Giovanni Battista Montini non smise mai di sottolineare la funzione insostituibile del papato, e gli sforzi che esso aveva compiuto lungo i secoli  per difendere la sua indipendenza e la sua libertà dalle pretese degli Stati moderni di sottometterlo alla loro volontà. All’inizio della prima sessione del concilio, il cardinale Montini aveva desiderato che quest’ultimo riaffermasse i poteri del papa attraverso un atto solenne: «Ora la Chiesa gode di riconoscere in Pietro, nel suo Successore, quella pienezza di poteri che sono il segreto della sua unità, della sua forza, della sua misteriosa capacità a sfidare il tempo e fare degli uomini una “Chiesa”. Perché non lo dice?».

Commentando l’elezione del cardinale Montini, qualche mese più tardi, il filosofo Étienne Gilson, che lo conosceva per essere stato ricevuto da lui quando era sostituto alla Segreteria di Stato agli inizi degli anni Cinquanta, scriveva: «Non posso fare a meno di sorridere quando lo vedo lodato come un liberale, qualunque sia il senso che vogliamo dare a questo termine. Associandolo a lui, bisogna in un modo o nell’altro che l’epiteto sia compatibile con la memorabile dichiarazione che mi fece un giorno: “La vera forza dell’autorità risiede nel fatto che essa non deve giustificarsi mai”».

Questa «vera mistica del papato» è sicuramente una delle chiavi di lettura per comprendere il suo pontificato. Se Paolo VI ha voluto essere un «sovrano», lo è stato per riformare la Chiesa, secondo l’adagio che amava citare «Ecclesia semper reformanda», e in conformità alle decisioni e allo spirito del concilio. È stato un «principe illuminato», che può essere paragonato a questi monarchi della fine del XVIII secolo, che avevano voluto riformare lo Stato applicando i principi filosofi ci dell’Illuminismo.

Questa concezione centralizzatrice e decisionista dell’autorità pontificia contrasta in modo singolare con l’immagine di un papa indeciso, insicuro, tormentato, con la quale è stato spesso descritto. I «tormenti di  Paolo VI»? Una copertina del settimanale “L’Espresso”, dell’agosto 1977, li rappresentava come piccoli diavoli che assalivano con le loro forche la testa del pontefice: la contraccezione, gli ottant’anni, lo scisma, il sinistrismo, il super armamento, i paesi dell’Est. «Nessun papa, in questi ultimi cinquant’anni, è mai stato più ingiustamente maltrattato e incompreso come lui», scriverà più tardi André Frossard. Questo papa «maltrattato e incompreso» in vita è diventato, dopo la sua morte, «un  papa dimenticato», facendo emergere la tragica e sofferta immagine di  Amleto, a fronte di quella ottimistica e serena del suo predecessore, Giovanni XXII, e di quella attiva e conquistante del suo successore, Giovanni Paolo II. Alla fi ne del concilio, dopo solo tre anni di pontificato, la popolarità di Paolo VI era tuttavia al suo apice, e se fosse morto in quel momento, nota uno dei suoi biografi, sarebbe entrato nella storia come «uno dei più grandi pontefici» della storia recente della Chiesa.


Indice

Introduzione
Prima parte
Verso una nuova epoca (1897-1963)

1. Le radici bresciane
L’ambiente familiare  / La formazione  / Il seminario  / Tra Roma e Brescia  / La nunziatura di Varsavia

2 . Gli anni della FUCI
La formazione delle coscienze /La modernità di san Tommaso /L’apertura alla cultura europea /All’insegna dell’antifascismo / Le dimissioni forzate

3. Nella tormenta
La Segreteria di Stato sotto Pio XI /Il collaboratore di Pio XII/L’Ufficio informazioni per i prigionieri di guerra /La rivista “Ecclesia”

4. Il dopoguerra e la ricostruzione
Tra Pio XII e De Gasperi /La Chiesa oltre i blocchi /Di fronte alle esperienze francesi /L’allontanamento

5. Il laboratorio milanese  
Un vescovo progressista?  /La Missione di Milano (  )  /Verso il concilio  /Dal concilio al conclave

Parte seconda
Il concilio in eredità (1963-78)
6. Il timoniere del Vaticano II

Dal conclave al concilio  /Il dibattito sulla collegialità episcopale  /Le tensioni della terza sessione  / La fine del concilio

7. I tempi delle riforme  
La riforma liturgica  /La riforma della Curia  /Il sinodo dei vescovi  / La riforma del conclave

8. La crisi della Chiesa  
La difesa della fede  /Il vento della contestazione  /La fronda dei teologi  /La crisi del sacerdozio  / Il declino dell’Azione cattolica

9. La politica del dialogo  
I viaggi del dialogo  / L’Ostpolitik  / Israele e la questione palestinese  / La guerra del Vietnam

10 . Gli ultimi anni  
L’Anno santo   / Il caso Lefebvre  / La tragedia di Aldo Moro  / L’agonia e la morte  / Conclusione

Note  
Bibliografia  
Indice dei nomi