Carocci editore - Homo sapiens

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Homo sapiens

Claudio Tuniz, Patrizia Tiberi Vipraio

Homo sapiens

Una biografia non autorizzata

Edizione: 2015

Ristampa: 1^, 2015

Collana: Sfere (103)

ISBN: 9788843076543

In breve

Basato sulle più recenti scoperte scientifiche, questa biografia racconta vita, morte e miracoli dei nostri lontani antenati. È una storia avventurosa, divertente, drammatica, sulle diverse specie umane che hanno popolato la Terra e che hanno lasciato tracce nei nostri geni. Anche noi, ultimi sopravvissuti, siamo stati sull'orlo dell'estinzione. Poi abbiamo conquistato il mondo, grazie ad una particolare caratteristica della nostra mente. In Homo sapiens si racconta anche la vita dei bambini, delle donne e delle prime società umane dell'ultima era glaciale, quando, assieme all'arte e alla musica, nascevano la violenza organizzata, la ricchezza e la disuguaglianza. Ancora una volta emerge tutta l'ambivalenza della nostra natura creativa e distruttiva.

Indice

Premessa

1. Storia, preistoria e tempo profondo

2. Genesi

3. Il bar di Guerre stellari

4. Noi e le scimmie

5. La guerra del fuoco

6. La “scimmia nuda”

7. Lucy e le altre

8. I menu di ieri

9. Mali antichi e antichi rimedi

10. Vita da ominino

11. I cari estinti del Pleistocene

12. Lettori di cervelli

13. L’immaginazione al potere

14. Economia primordiale

Considerazioni (non) conclusive

Bibliografia

Recensioni

Pietro Spirito, Il Piccolo, 08-04-2015Maria Margherita Peracchino, www.lindro.it, 23-04-2015Marco Capocci, le Scienze, 01-05-2015Antonio Carioti, Corriere della sera, 15-06-2015

Forse dovremo adattarci a mangiare insetti, perché gli attuali ritmi nel consumo di carne e pesce, a lungo andare, appaiono insostenibili sotto il profilo ambientale. Per chi rifiuta un destino vegetariano, una ricca fonte di proteine può essere costituita da (tenetevi forte) scarafaggi e bruchi, formiche e cavallette, disponibili in grande abbondanza, che già adesso, secondo quanto riferisce la Fao (agenzia dell’Onu per l’alimentazione), contribuiscono alla dieta di un quarto dell’umanità, specie nei Paesi tropicali. Magari con qualche accorgimento, trasformando gli insetti in farina, potremmo accettare di nutrircene anche noi occidentali. Del resto per circa 190 mila anni i nostri diretti antenati se ne sono regolarmente cibati, ricordano Claudio Tuniz e Patrizia Tiberi Vipraio nel libro Homo sapiens (Carocci).

Con un taglio divulgativo che incoraggia la lettura, anche grazie alle immagini e in particolare ai disegni di Tullio Perentin, i due autori (un fisico e una economista) riassumono il percorso dell’evoluzione umana, risalendo al tempo degli ultimi antenati comuni tra noi e le scimmie antropomorfe, 6-7 milioni di anni fa. Un viaggio affascinante, dal quale emergono molte tappe significative, ma due in particolare: la conquista del controllo sul fuoco e la comparsa del pensiero simbolico, con la relativa «facoltà di astrazione».

Fu tra 1,5 e 2 milioni di anni fa che il nostro antenato Homo ergaster cominciò a usare il fuoco. Superò la «paura innata» che la fiamma ispira a tutti gli esseri viventi e ciò gli permise di sfidare i grandi carnivori, di cacciare con maggior successo, di cuocere i cibi, di difendersi dal freddo e quindi di spostarsi dall’Africa, culla dell’umanità, a regioni del mondo dal clima più rigido. La nutrizione più sana e variegata favorì anche l’aumento di volume del cervello.

Il pensiero simbolico giunse molto più tardi, 80-100  mila anni fa, e fu la svolta decisiva. Ci ha permesso non solo di reinterpretare e rappresentare ciò che vedevamo, ma anche «di creare mondi che trascendono la realtà osservata» e di condividerne il senso, fino a produrre istituzioni, cioè «l’insieme delle regole che una società decide di rispettare e di far rispettare». Si è accelerata così a dismisura l’evoluzione culturale, fino ad allora molto lenta e circoscritta, che ha moltiplicato le abilità e le conoscenze dell’uomo, fino ad assumere una velocità impetuosa.

In entrambi i campi i progressi compiuti dall’Homo sapiens hanno anche aspetti pericolosi. A forza di scherzare con agenti distruttivi come il fuoco, abbiamo inventato armi in grado di cancellare la vita dal nostro pianeta, che prima o poi potrebbero essere usate. E dal ricorso al pensiero simbolico deriva anche l’«eccesso di rappresentazione» della finanza creativa, con l’emissione di enormi ricchezze virtuali alle quali non si sa più se corrispondano beni reali o soltanto gigantesche bolle speculative destinate a scoppiare.

Avremmo bisogno di «una rivoluzione culturale», scrivono Tuniz e Tiberi Vipraio, per imbrigliare le forze che abbiamo messo in moto. È difficile dire se ne saremo capaci, ma di certo le soluzioni ai problemi possono derivare solo dalla sana abitudine di porsi sempre nuove domande, mettendo in dubbio le certezze del passato. Anche quelle alimentari, per tornare allo spunto «dietetico» da cui il presente articolo è partito.

, Gazzetta di Mantova, 21-06-2015Claudio Tuniz, il Piccolo, 19-08-2015Aldo Forbice, Il Giornale di Sicilia, 08-09-2015Massimiliano Sardina, https://amedit.wordpress.com, 10-10-2015Claudio Tuniz e Patrizia Tiberi Vipraio, Il Libraio, 07-09-2016Claudio Tuniz, Origami - Settimanale de La Stampa, 06-10-2016Elisa Frei, Cicap, 08-08-2018