Carocci editore - Cercando Majorana

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Cercando Majorana

Étienne Klein

Cercando Majorana

Edizione: 2014

Ristampa: 2^, 2015

Collana: Sfere (96)

ISBN: 9788843074099

In breve

Ettore Majorana è stato un fisico profetico per la sua epoca. Alcuni dei suoi lavori sulle particelle elementari, sulle forze nucleari e sull'antimateria sono stati compresi solo negli anni Sessanta. Altri restano ancora da decifrare. Un genio che aveva «doni che era il solo al mondo a possedere», secondo le parole di Fermi. Ma doni del genere – si sa – hanno i loro contrappesi: Majorana non sapeva vivere fra gli uomini e all'età di trentun anni decise di sparire. Una notte di marzo del 1938, s’imbarcò su un postale che collegava Napoli con Palermo e si volatilizzò. Il suo corpo non è stato mai ritrovato. Ammaliato da questa figura misteriosa, Étienne Klein si è messo sulle tracce del fisico siciliano e ce ne racconta la vicenda in questo libro intenso e personale, che si legge come un romanzo.

Indice

Prologo. Miracolo all’italiana

1. È successo tutto alle frontiere

2. Tra acqua e fuoco

3. I ragazzi di via Panisperna

4. L’occhio sull’invisibile

5. Calcoli addormentati nel bosco

6. La scatola nucleare si schiude

7. Transizione di fase sulle rive dell’Elster

8. Il ripiegamento e lo scatto

9. Vedi Napoli e poi… sparisci

10. Tragedia quantistica

In forma di epilogo. Piccola metafisica dell’evasione

Ringraziamenti

Appendici

I. Gli echi contemporanei di Majorana

II. Majorana e la bomba atomica

Note

Bibliografia

Recensioni

Aldo Forbice, Giornale di Sicilia, 27-12-2014Piero Bianucci, La Stampa, 09-02-2015

Dal 4 febbraio il “caso Majorana” è chiuso. Chiuso – letteralmente – in un fascicolo archiviato dalla Procura di Roma. Il grande scienziato catanese, genio assoluto della fisica, secondo quanto accertato dal RIS, Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri, sarebbe stato ancora in vita nel 1955 sotto il falso cognome di Bini nella città di Valencia, in Venezuela. Altro non è dato sapere.

 

Che dire? Da parte mia posso ripetere ciò che raccolsi dai colleghi di Ettore Majorana che ho avuto la fortuna di conoscere e di interrogare su questo straordinario enigma esistenziale, scientifico e poliziesco, quattro mitici “ragazzi di via Panisperna” allievi di Enrico Fermi. Parlo di Edoardo Amaldi, Emilio Segré, Bruno Pontecorvo e Giancarlo Wick (i primi due morti nel 1989, Wick nel 1992, Pontecorvo nel 1993). Tutti, con sfumature diverse ma non rilevanti, mi dissero che secondo loro Ettore cercò la propria fine, e la trovò, alla fine del mese di marzo 1938, nelle acque tra Palermo e Napoli.

 

A questa versione dei fatti non si arrese mai la famiglia, come è umano che succeda. L’unica ad accettare la versione del suicidio fu Maria, sorella di Ettore, che una volta riuscii a sentire brevemente al telefono. Pianista diplomata al Conservatorio di Santa Cecilia, Maria morì nel dicembre 1997 all’età di 83 anni. Gli altri familiari non rinunciarono mai alla speranza che Ettore fosse vivo anche decenni dopo la fatale notte del marzo 1938.

 

Leonardo Sciascia, con il romanzo-inchiesta “La scomparsa di Majorana”, andò in questa direzione, e convinse molti con la forza delle sue qualità narrative. A fornirgli il materiale fu il fisico Erasmo Récami, studioso e biografo di Majorana, molto vicino alla famiglia. Récami ha esplorato la pista sudamericana – l’ipotesi ripercorsa dalla Procura di Roma risale agli Anni 80 – in parte confermandola, pur senza arrivare a conclusioni definitive. All’epoca si parlava però dell’Argentina, o del Brasile, non del Venezuela. Pura fantasia, invece, è una testimonianza anonima che identificò Majorana in un barbone che a Roma risolveva problemi matematici postigli da studenti e che avrebbe, tra l’altro, dimostrato il teorema di Fermat.

 

L’indagine riaperta dal procuratore aggiunto di Roma Pierfilippo Laviani partì nel 2011 in seguito a un servizio giornalistico del programma di Raitre “Chi l’ha visto?” mandato in onda nel 2008. In quel servizio un emigrato italiano in Venezuela sosteneva di aver frequentato Majorana – che si faceva chiamare Bini – intorno alla metà degli Anni Cinquanta. Il Ris ha rintracciato una fotografia nella quale compare un volto dai tratti compatibili con quelli di Majorana e una cartolina del suo zio Quirino. La foto, scattata in Venezuela nel 1955, ritrae il presunto Ettore Majorana, alias signor Bini, in compagnia dell’emigrato italiano Francesco Fasani, un meccanico che avrebbe prestato dei soldi. Nella richiesta di archiviazione il procuratore Laviani afferma: “I risultati della comparazione hanno portato alla perfetta sovrapponibilità” dei particolari anatomici di Majorana (fronte, naso zigomi, mento ed orecchio) con quelli del padre. Il Fasani inoltre ha fornito la cartolina che Quirino Majorana, fratello del padre di Ettore e anch’egli scienziato di fama, nel 1920 spedì all’americano W.G. Conklin, ritrovata dallo stesso Fasani nella vettura di Bini-Majorana.

 

Ognuno è libero di credere o non credere all’esito dell’inchiesta del procuratore Laviani. Quello che è certo è che qualsiasi fine abbia fatto Majorana, il suo lavoro scientifico resta più vivo che mai: potrebbe aiutarci a risolvere due grossi problemi dell’astrofisica contemporanea. Per conoscerne le ragioni consiglio di leggere il libro “Cercando Majorana” del francese Etienne Klein (Carocci Editore, 150 pagine, 15 euro), pubblicato alla fine dell’anno scorso. A parte – ovviamente – la notizia dell’archiviazione del fascicolo della Procura della Repubblica romana, in queste pagine c’è tutto, e scritto con qualità letterarie di rara finezza.

 

Fisico e filosofo della scienza che lavora al Commissariat à l’énergie atomique, Klein ci racconta la storia della famiglia, gli studi, le straordinarie intuizioni scientifiche, gli ultimi messaggi, contraddittori e depistanti. Klein ha anche provato a mettersi nei panni di Ettore, ha visitato i suoi luoghi, ha preso il traghetto Napoli-Palermo, ha passato la notte sul ponte cercando di immedesimarsi in un aspirante suicida. Al capitano del traghetto ha domandato che probabilità avrebbe avuto un uomo di essere salvato dopo essersi gettato in mare. La risposta è stata: una su due. Ambigua anche questa.

 

Che si creda o no alle tracce trovate in Venezuela, di Majorana rimane attuale il lavoro scientifico. La sua teoria sul neutrino indistinguibile dall’antineutrino è tuttora un tema di ricerca di grande importanza per la fisica: in cosmologia potrebbe spiegare il prevalere della materia sull’antimateria subito dopo il Big Bang e l’enigma della materia oscura. Un esperimento in corso – GERDA; GERmanium Detector Array – potrebbe farci tornare a parlare di Majorana, ma per la sua teoria alternativa alla teoria di Dirac, non per opinabili inchieste poliziesche.

Diego Gabutti, Italia oggi, 24-04-2015Alessandro Pedretta, www.rivistaunaspecie.com, 15-10-2015Matteo Liberti, Focus, 01-12-2018