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Della Tarantola

Della Tarantola

Lo studio di un medico nel Salento del XVII secolo

a cura di: Concetta Pennuto

Edizione: 2015

Collana: Biblioteca di testi e studi (976)

ISBN: 9788843073443

  • Pagine: 192
  • Prezzo:19,00 16,15
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In breve

Il De anatome, morsu et effectibus tarantulae (L’anatomia, il morso e gli effetti della tarantola; Roma 1696; Ginevra 1698) di Giorgio Baglivi ha avuto un’enorme fortuna editoriale ed è stato oggetto di numerosi studi. Baglivi si interroga sull’anatomia della tarantola, sul suo habitat, sulla natura del suo veleno e sugli effetti che esso produce sul corpo umano e animale. L’analisi di questi elementi diventa l’occasione per tessere le lodi della regione in cui più si registrano casi di morso della tarantola, la Puglia, e per elencare i benefici della più efficace delle terapie: la musica. Tra descrizioni di paesaggi e racconti di esperienze, che vanno dalla sperimentazione in laboratorio alla presentazione di casi clinici, si dimostra che l’unico antidoto contro il veleno del ragno è l’esecuzione di tarantelle, che permettono al paziente di danzare e quindi espellere la malattia attraverso il movimento e il sudore.

 

Dopo aver compiuto gli studi di medicina a Napoli e Salerno, Giorgio Baglivi (Ragusa, Dalmazia 1668 – Roma 1707) si perfezionò, tra l’altro, a Bologna con Marcello Malpighi. Medico dei papi Innocenzo XII e Clemente XI, Baglivi divenne professore di chirurgia e anatomia alla Sapienza di Roma, poi, fino alla morte, professore di medicina teorica nella stessa università. Fu membro della Royal Society di Londra. Tra le sue opere, si ricordano il De praxi medica e il De fibra motrice.

Indice

Introduzione. Il tarantismo di Giorgio Baglivi: medicina pratica, historia naturalis e scrittura etnografica di Andrea Carlino

Prolegomena all’edizione e ringraziamenti

Nota al testo latino

Giorgio Baglivi, De anatome, morsu et effectibus tarantulae

Giorgio Baglivi, L’anatomia, il morso e gli effetti della tarantola

Note

Glossario

Postfazione. La fortuna del tarantismo nel XVIII secolo di Gino Leonardo Di Mitri

Indice dei nomi

Recensioni

Salvatore Esposito, www.blogfoolk.com, 30-07-2015

Pubblicato parallelamente al pregevolissimo “Il Tarantismo Oggi. Antropologia, politica, cultura” di Giovanni Pizza nell’ambito della collana “Storia e Memoria del Tarantismo”, “Della Tarantola. Lo studio di un medico nel Salento del XVII secolo” ripropone in una nuova e curatissima versione tradotta in italiano di “De anatome, morsu, et effectibus tarantulae” di Giorgio Baglivi (Ragusa, Dalmazia 1668 – Roma 1707), considerato uno dei primi tentativi di spiegazione scientifica del complesso fenomeno del tarantismo, partendo da una attenta analisi ed osservazione di casi raccolti nel Salento con quelli che erano gli strumenti teorici della scienza medica nel Seicento. Formatosi tra le università di Napoli e Salerno e perfezionatosi a Bologna con Marcello Malpighi, Giorgio Baglivi fu non solo un autorevole professore di chirurgia, anatomia e medicina teorica alla Sapienza di Roma, ma anche archiatra dei papi Innocenzo XII e Clemente XI e membro della Royal Society di Londra. Insime a “De praxi medica” e “De fibra motrice”, “De anatome, morsu et effectibus tarantulae” (L’anatomia, il morso e gli effetti della tarantola; Roma 1696; Ginevra 1698) ebbe una enorme fortuna letteraria, ed in seguito divenne oggetto di numerosi studi. In particolare nella sua opera Baglivi parte da un indagine scrupolosa della tarantola, studiandone il suo habitat, la natura del suo veleno e gli effetti che esso produce sul corpo umano e animale. Dopo l’esame di questi elementi, la sua attenzione si sposta verso la Puglia dove si registravano più casi, così come esalta la più efficace delle terapie, ovvero la musica. Spaziando da descrizioni di paesaggi e racconti di esperimenti in laboratorio e sul campo, Baglivi dimostrò che l’unico antidoto al morso era il suono delle tarantelle, che consentivano al paziente di danzare e quindi espellere la malattia attraverso il movimento e il sudore. Questa pregevolissima nuova edizione curata da Concetta Pennuto, per Carrocci Editore, ci consente di immergerci nel fascino di questa opera, consentendoci di coglierne l’importanza storica attraverso il testo a fronte in latino, e tutta la sua modernità a livello scientifico. “Della Tarantola” è, dunque, un altro importante tassello dell’opera del gruppo di ricerca “Storia e Memoria del Tarantismo” che ormai da qualche tempo è attiva nel ripercorrere, con nuovi strumenti ermeneutici, la lunga trama di studi intorno al simbolismo del ragno che morde ed avvelena.