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Fascisti a Roma

Alessandra Staderini

Fascisti a Roma

Il Partito nazionale fascista nella capitale (1921-1943)

Edizione: 2014

Collana: Frecce (175)

ISBN: 9788843071883

  • Pagine: 288
  • Prezzo:23,00 19,55
  • Acquista

In breve

Alla fine della prima guerra mondiale il clima a Roma non era particolarmente favorevole al fascismo. Tuttavia, nel progetto di Mussolini la città era destinata a diventare la vetrina del regime e il duce perseguì quest’obiettivo con determinazione. Roma fu così sottoposta a profonde trasformazioni urbanistiche: drastiche demolizioni si accompagnarono alla costruzione di opere monumentali volte a esaltare il mito della romanità. Mentre su tali aspetti non sono mancati studi importanti, un altro risvolto della presenza fascista nella capitale era stato sino ad ora poco studiato: l’affermazione del PNF in città attraverso i Gruppi rionali fascisti, diramazioni periferiche del partito sul territorio. Il volume, avvalendosi di una ricca documentazione archivistica e della stampa coeva, ripercorre l’articolato processo che portò il PNF dalle difficoltà iniziali al controllo totale della capitale. Un percorso non semplice, basato su controllo, assistenza e mobilitazione giovanile che fece di Roma un vero e proprio laboratorio totalitario.

Indice

Introduzione

1. Il difficile inizio del fascismo romano

Alla ricerca di una identità

L’affermazione dei nazionalisti nel Fascio romano e la variabile D’Annunzio

L’organizzazione dello squadrismo romano

La partecipazione dei romani al dibattito interno al fascismo

2. Verso la conquista del potere

Il Congresso dell’Augusteo

La radicalizzazione dello scontro

La mobilitazione contro lo sciopero “legalitario”

La marcia su Roma

3. La crisi interna al fascismo romano

La mancanza di coesione nel Fascio

La fusione con i nazionalisti

L’intervento della Direzione del PNF: la scelta di Italo Foschi

La Roma fascista di Mussolini

Italo Foschi di fronte al dissidentismo

4. Il consolidamento del potere fascista in città

La crisi dell’estate del 1924

La campagna antimassonica di “Roma fascista”

La riorganizzazione del fascismo cittadino

5. Il perfezionamento del controllo e della presenza in città

Umberto Guglielmotti Federale di Roma

La città fascista di Umberto Guglielmotti

L’organizzazione rionale e le attività di assistenza

Aldo Vecchini alla guida della Federazione dell’Urbe

6. Un fascista della prima ora alla guida della Federazione

La riorganizzazione del settore giovanile

Il “fascismo popolare” di Nino D’Aroma

La centralità dell’organizzazione e del culto del duce

Il rapporto con la base fascista

Il commissariamento della Federazione dell’Urbe

7. Il controllo periferico del partito

L’ampliamento della presenza delle strutture fasciste in città

Cultura, sport e combattimento per i giovani fascisti romani

I Littoriali della cultura e dell’arte all’università di Roma

La mobilitazione per la guerra d’Etiopia

8. Una Federazione al servizio del totalitarismo

La Federazione di Andrea Ippolito: una presenza capillare del partito

Le Mostre romane

La centralità della mobilitazione giovanile

La campagna antiborghese e l’antisemitismo

La mobilitazione continua: verso la guerra

9. Il fascismo romano in guerra

“Andare verso il popolo”: la Federazione di Adelchi Serena e Mario Colesanti

Un nuovo Regolamento dei Gruppi rionali

La vita nei Gruppi

Il culto dei caduti

“Lavorare in profondità”

Il partito e la guerra

La crisi della dirigenza e il ritorno allo

Note

Suggerimenti bibliografici

Indice dei nomi